Prima truffa un anziano poi lo picchia e lo rapina

Incastrato dalle telecamere e da un agente della Mobile che passava nella zona L’aggressione il 2 giugno in una casa del quartiere a ridosso della stazione

ORISTANO. Avrebbe dovuto restituire i soldi, perché l’anziano da cui prima li aveva avuti, aveva iniziato a sospettare di essere stato vittima di una truffa. Invece, quando quella persona di cui ormai si fidava è andata a casa della sua vittima, un uomo di 78 anni, l’ha strattonato, buttato per terra e derubato del portafogli con dentro 220 euro per poi fuggire via. A tradirlo però sono state le riprese delle telecamere di sorveglianza di alcuni esercizi nei pressi della casa dell’anziano e l’intervento di un ispettore della Squadra mobile della questura che, pur non essendo in servizio, l’ha riconosciuto e avvertito i colleghi di una pattuglia che poi l’hanno arrestato.

Ora, Samuele Melis, un senza dimora con precedenti per rapina, nato 47 anni fa a San Gavino Monreale, ma da tempo trasferito a Oristano, è rinchiuso in una cella del carcere di Massama. Tutto era iniziato qualche tempo fa, quando l’anziano si era rivolto a Samuele Melis per farsi aiutare a riottenere il libretto di circolazione della macchina che gli era stato ritirato dalla polizia locale. All’anziano era stato detto che Samuele Melis, avrebbe potuto aiutarlo a riavere quel documento. Così lo contattò e pagò 90 euro: gli fu spiegato che servivano per le marche da bollo. Passano i mesi, ma il libretto di circolazione non arriva e così, l’anziano era andato a chiedere informazioni al comando della polizia locale, dove gli agenti gli spiegarono che non c’erano marche da bollo da acquistare e che il documento gli sarebbe stato restituito al termine dei tempi previsti dalla legge.

È a questo punto che l’uomo si rende conto di esser stato truffato. È il 2 giugno, quando, deciso a recuperare il suo denaro, cerca Samuele Melis e lo invita ad andare nella sua casa, non lontana dalla stazione delle Ferrovie dello Stato. Quando Melis entra in casa, però, risponde che quei soldi non ha alcuna intenzione di restituirli. I due hanno una discussione accesa, al culmine della quale Samuele Melis fa cadere a terra l’anziano, gli sfila il portafoglio dalla tasca dei pantaloni e fugge via.

Poco dopo arrivano i vicini, allarmati dalle urla e dalle richieste di aiuto dell’anziano che viene portato al Pronto soccorso per essere medicato. Nel frattempo, partono le indagini della polizia di Stato, coordinate dalla procura della Repubblica. Gli agenti della della Squadra mobile diretti dal commissario Samuele Cabizzosu, raccolgono le testimonianze dei vicini di casa dell’anziano, visionano le registrazioni delle telecamere che si trovano nei pressi dell’abitazione che avrebbero immortalato la fuga del rapinatore. Dagli abiti che indossava, gli agenti intuiscono che si tratti proprio del pregiudicato che viene notato da un ispettore che lo fa arrestare. Samuele Melis ora è accusato di truffa e rapina pluriaggravata dal fatto di essersi introdotto all’interno dell’abitazione della vittima e di aver approfittato della condizione di minorata difesa della stessa.

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