Incendio in pineta, 63enne a processo
di Enrico Carta
Arborea, a giudizio l’allevatore accusato del rogo del 2019 La Regione e l’Horse Country Resort chiedono i danni
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ARBOREA. La Regione chiede 300mila euro. L’Horse Country Resort non quantifica i danni, ma vuole comunque un mega risarcimento e avvierà una causa civile per stabilirne l’entità. A rischiare di dover pagare fior di quattrini è l’allevatore Pietro Milan che da ieri è imputato di incendio doloso. La giudice per le udienze preliminari Silvia Palmas l’ha infatti rinviato a giudizio, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Valerio Bagattini che lo ritiene responsabile del devastante rogo che mandò in cenere 33 ettari di pineta e 40 ettari di macchia mediterranea.
L’accusa sostiene che l’allevatore stesse effettuando degli abbruciamenti in un periodo – era il 22 ottobre 2019 – in cui questi non erano consentiti e per di più in una giornata di vento terribile. Tra l’altro il terreno da cui sarebbero partite le fiamme non sarebbe stato di sua proprietà, ma ne avrebbe fatto uso nonostante appartenesse alla Regione. Anche questo reato gli viene contestato, ma è certamente marginale rispetto all’imputazione principale per cui è stato rinviato a giudizio sulla base di una serie di intercettazioni e di accertamenti effettuati dal Corpo forestale coordinato dalla procura. Per una notte, la pineta di Arborea e una zona a essa adiacente si trasformarono in una succursale dell’inferno, con le fiamme che saltavano incontrollate proprio per via dell’irregolarità e della forza del vento. Essendo la pineta un sito di proprietà della Regione, ecco spiegata la decisione di costituirsi parte civile e di chiedere i danni all’allevatore, qualora questi risultasse colpevole. Ovviamente c’è molta strada da fare anche perché già ieri l’avvocato Fabio Costa, difensore dell’unico imputato, aveva chiesto il proscioglimento, motivo per cui si annuncia battaglia legale al processo che partirà il 21 ottobre. Non sarà solo la Regione a chiedere i danni. In fila, assistita dall’avvocato Gianfranco Meloni, c’è anche l’Horse Country Resort, le cui strutture furono lambite dalla fiamme e i cui ospiti furono costretti, nottetempo, a fuggire precipitosamente dai bungalow e dalle stanze perché il fuoco minacciava le residenze.
Al di là delle richieste di risarcimento danni, il processo servirà per chiarire le responsabilità di Pietro Milan che, prima ancora di un rimborso alle parti civili, rischia una condanna assai pesante visto che gli sono contestate varie aggravanti come l’aggravante di aver causato pericolo per gli edifici e le strutture ricettive, di aver danneggiato zone di particolare pregio naturalistico e perché il danno ambientale è ancora oggi presente.
L’accusa sostiene che l’allevatore stesse effettuando degli abbruciamenti in un periodo – era il 22 ottobre 2019 – in cui questi non erano consentiti e per di più in una giornata di vento terribile. Tra l’altro il terreno da cui sarebbero partite le fiamme non sarebbe stato di sua proprietà, ma ne avrebbe fatto uso nonostante appartenesse alla Regione. Anche questo reato gli viene contestato, ma è certamente marginale rispetto all’imputazione principale per cui è stato rinviato a giudizio sulla base di una serie di intercettazioni e di accertamenti effettuati dal Corpo forestale coordinato dalla procura. Per una notte, la pineta di Arborea e una zona a essa adiacente si trasformarono in una succursale dell’inferno, con le fiamme che saltavano incontrollate proprio per via dell’irregolarità e della forza del vento. Essendo la pineta un sito di proprietà della Regione, ecco spiegata la decisione di costituirsi parte civile e di chiedere i danni all’allevatore, qualora questi risultasse colpevole. Ovviamente c’è molta strada da fare anche perché già ieri l’avvocato Fabio Costa, difensore dell’unico imputato, aveva chiesto il proscioglimento, motivo per cui si annuncia battaglia legale al processo che partirà il 21 ottobre. Non sarà solo la Regione a chiedere i danni. In fila, assistita dall’avvocato Gianfranco Meloni, c’è anche l’Horse Country Resort, le cui strutture furono lambite dalla fiamme e i cui ospiti furono costretti, nottetempo, a fuggire precipitosamente dai bungalow e dalle stanze perché il fuoco minacciava le residenze.
Al di là delle richieste di risarcimento danni, il processo servirà per chiarire le responsabilità di Pietro Milan che, prima ancora di un rimborso alle parti civili, rischia una condanna assai pesante visto che gli sono contestate varie aggravanti come l’aggravante di aver causato pericolo per gli edifici e le strutture ricettive, di aver danneggiato zone di particolare pregio naturalistico e perché il danno ambientale è ancora oggi presente.
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