Prima la fede, il sacerdote non va in aula

Padre Paolo Contini doveva testimoniare per un’udienza legata alla Sartiglia 2018, ma era impegnato col catechismo

ORISTANO. Se il testimone è un parroco, trattenuto in chiesa per lo svolgimento dei suoi compiti pastorali, l’udienza in tribunale può anche saltare. Quella di ieri doveva infatti essere un’udienza particolarmente importante del processo che vede imputato di violazione del segreto istruttorio, il carabiniere Antonio Mancinelli. Il militare che, in servizio alla polizia giudiziaria della procura, nel marzo 2018, un mese dopo la Sartiglia dei veleni, è accusato di aver rivelato a uno degli indagati della prima inchiesta sull’antidoping, il cavaliere Roberto Pau, dell’esistenza dell’indagine sullo scambio di persona organizzato per evitare che saltassero fuori positività in seguito ai controlli antidoping predisposti dalla questura.

In aula, ieri mattina, avrebbe dovuto deporre Padre Paolo Contini, sacerdote ed ex sartigliante, considerato uno dei testi chiave delle inchieste su quell’edizione della giostra caratterizzata da scandali, polemiche e strascichi giudiziari. In apertura d’udienza, il procuratore Ezio Domenico Basso ha però comunicato in aula che il testimone non sarebbe stato presente perché trattenuto da impegni inderogabili. Padre Paolo è infatti parroco a Ghilarza e, proprio ieri mattina, era impegnato nella preparazione dei bambini che domenica dovranno fare la prima comunione, compito da lui, sacerdote, ritenuto più importante di quello del cittadino che deve testimoniare ad un processo penale.

I legali di Mancinelli, gli avvocati Lorenzo Soro e Valentino Casula, a quel punto hanno chiesto che, per la correttezza dello svolgimento del processo, i testimoni della difesa che avrebbero dovuto parlare ieri, fossero sentiti nella stessa udienza fissata per la deposizione di Padre Paolo e non già ieri. La presidentessa del collegio, la giudice Carla Altieri, ha disposto che il sacerdote venisse contattato affinché venisse in giornata a deporre: le chiamate però sono rimaste mute. Per rintracciarlo sono stati mobilitati anche i carabinieri di Ghilarza e dopo mezz’ora, Padre Paolo ha finalmente risposto alla chiamata. È stato sempre il procuratore a riferire in aula che Padre Paolo era in parrocchia con i bambini e non poteva lasciarli soli, dato che i genitori sarebbero arrivati alle 13.30. Ai giudici del collegio (composto anche da Marco Mascia e Serena Corrias) non è rimasto altro che rinviare l’udienza al 22 ottobre, ricordando che, qualora il sacerdote non si presentasse nuovamente, ne avrebbe disposto l’accompagnamento coatto da parte dei carabinieri. Insomma, anche nel laicissimo tribunale, la fede viene prima di tutto il resto.

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