Il marito condannato torna a casa
Narbolia, tolto il divieto di dimora al 78enne accusato dell’omicidio della moglie
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NARBOLIA. Giovanni Perria da ieri può nuovamente abitare nella sua casa di Narbolia. I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Cagliari (presidente Massimo Poddighe, a latere Alessandro Castello) ieri mattina hanno infatti accolto l’istanza di revoca del divieto di dimora nel proprio paese, applicato come misura cautelare dopo la condanna in primo grado a 24 anni di reclusione per l’assassinio della moglie, Brigitte Pazdernik.
La revoca è stata presentata dal difensore di Perria, l’avvocato Antonello Spada. Ieri, infatti, al Tribunale di Cagliari si è aperto il processo d’appello di quello che venne ribattezzato come “il giallo della scogliera”. La mattina del 10 ottobre 2018, nello specchio d’acqua davanti alla spiaggia di Su Pallosu nel Comune di San Vero Milis, venne rinvenuto il corpo senza vita di Brigitte Pazdernik, 76 anni, che Perria aveva conosciuto in Germania dove era emigrato e che aveva sposato.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore, Armando Mammone e condotte dalla squadra mobile della Polizia coordinata dal commissario Samuele Cabizzosu, si indirizzarono quasi subito sul 78enne marito della vittima. Secondo gli inquirenti, Giovanni Perria avrebbe ucciso la moglie, gettandola dalla scogliera di Torre del Pozzo, per punirla per un remoto tradimento che evidentemente mai aveva perdonato.
Brigitte Pazdernik, pochi anni dopo il matrimonio, avrebbe avuto una relazione con il fratello del marito, dalla quale sarebbe nata la figlia Rachele. Tesi accolta dai giudici di primo grado, ma da sempre respinta da Perria, che si è sempre dichiarato innocente. Come ha sempre raccontato agli inquirenti, per lui la moglie si sarebbe suicidata. Dopo aver confessato i tradimento, Brigitte avrebbe trovato in quel momento la forza di mettere fine ai rimorsi uccidendosi: sarebbe uscita di casa in pigiama dopo aver cenato e visto la tv, scalza, senza occhiali e senza apparecchio acustico proprio perché non riusciva più a perdonare se stessa. Il mare però restituì il corpo della donna, che la successiva autopsia confermò essere morta per annegamento. Quelle due verità contrapposte, saranno esaminate dai giudici della Corte d’Appello. Si torna in aula l’8 ottobre. (michela cuccu)
La revoca è stata presentata dal difensore di Perria, l’avvocato Antonello Spada. Ieri, infatti, al Tribunale di Cagliari si è aperto il processo d’appello di quello che venne ribattezzato come “il giallo della scogliera”. La mattina del 10 ottobre 2018, nello specchio d’acqua davanti alla spiaggia di Su Pallosu nel Comune di San Vero Milis, venne rinvenuto il corpo senza vita di Brigitte Pazdernik, 76 anni, che Perria aveva conosciuto in Germania dove era emigrato e che aveva sposato.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore, Armando Mammone e condotte dalla squadra mobile della Polizia coordinata dal commissario Samuele Cabizzosu, si indirizzarono quasi subito sul 78enne marito della vittima. Secondo gli inquirenti, Giovanni Perria avrebbe ucciso la moglie, gettandola dalla scogliera di Torre del Pozzo, per punirla per un remoto tradimento che evidentemente mai aveva perdonato.
Brigitte Pazdernik, pochi anni dopo il matrimonio, avrebbe avuto una relazione con il fratello del marito, dalla quale sarebbe nata la figlia Rachele. Tesi accolta dai giudici di primo grado, ma da sempre respinta da Perria, che si è sempre dichiarato innocente. Come ha sempre raccontato agli inquirenti, per lui la moglie si sarebbe suicidata. Dopo aver confessato i tradimento, Brigitte avrebbe trovato in quel momento la forza di mettere fine ai rimorsi uccidendosi: sarebbe uscita di casa in pigiama dopo aver cenato e visto la tv, scalza, senza occhiali e senza apparecchio acustico proprio perché non riusciva più a perdonare se stessa. Il mare però restituì il corpo della donna, che la successiva autopsia confermò essere morta per annegamento. Quelle due verità contrapposte, saranno esaminate dai giudici della Corte d’Appello. Si torna in aula l’8 ottobre. (michela cuccu)
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