Le novanta meraviglie di Carlo Contini

Alla pinacoteca comunale, una retrospettiva per i 50 anni dalla morte del pittore

ORISTANO. Arrivano, per colpa del covid, un anno dopo la data prevista. Vorrà dire che la voglia di vedere le inconfondibili pennellate di Carlo Contini sarà ancora maggiore. Da domani – l’inaugurazione è fissata per le 19 – sino al 9 gennaio del prossimo anno, novanta opere di uno dei maggiori artisti del Novecento sardo, tanto apprezzato anche a livello italiano e internazionale, saranno esposte alla pinacoteca comunale che a lui stesso è intitolata. Collezioni pubbliche e private si ritrovano nelle storiche gallerie e stanze di via Sant’Antonio, raccolte nella mostra intitolata, dal curatore Giuliano Serafini, “L’origine è la meta”, aforisma rubato allo scrittore austriaco Karl Kraus.

È in quello che sembra un paradosso, un ossimoro, che invece è spiegato il significato dell’intera opera di Carlo Contini che, pur allontanandosi fisicamente e artisticamente dalla sua Oristano, ha sempre continuato a mantenere la sua città come punto di continuo ritorno.

A cinquant’anni dalla sua morte, il Comune avrebbe voluto rendergli il giusto tributo, lo farà con 365 giorni di ritardo, ma nel frattempo anche con una rivisitazione degli spazi della Pinacoteca, a cui ha fatto spazio parte dell’archivio della biblioteca comunale, che consente un percorso più lineare per inoltrarsi tra i colori dei quadri dell’artista, partendo dalle prime opere per arrivare alle ultime nate dal suo estro. Quadro dopo quadro, il sentimento del sacro e del profano si fanno valori equivalenti e non possono non impressionare creazioni pittoriche come la Processione de Su Jesus o Confratelli rossi (1927) o Allegoria Arborense (1933-37) della chiesa della Madonna della Grazie di Solarussa, forse il più notevole esempio di pittura religiosa italiana del XX secolo. Ci si perde nell’ammirazione dei ritratti come L’ubriacone, il Titino Sanna, il Confratello verde. E poi c’è Oristano che torna sempre come in Ballo tondo, Sa Sartiglia, Pariglia, Ritmi di giostra, Pietà e Vestizione de Su Componidori. Sono alcuni esempi di un viaggio molto più complesso reso possibile dalla programmazione del Comune, della Fondazione Oristano e della Pinacoteca. Non è un caso che a fare gli onori di casa ci fossero il sindaco Andrea Lutzu e l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna, oltre al direttore della Fondazione Francesco Obino. Accanto a loro Valerio e Carla Contini, i figli dell’artista che grazie alle sue opere non smette di accompagnare i loro giorni. (e.carta)

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