La statua di San Costantino sarà restaurata
Sedilo. Una ignota benefattrice nata in paese ma non più residente ha donato i fondi necessari
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SEDILO. La statua lignea di San Costantino custodita in parrocchia da 150 anni sarà restaurata grazie alla donazione di una benefattrice. L'identità dell'autrice del gesto è ignota.
Di lei si sa soltanto che è originaria di Sedilo e che risiede in un' altra località dell'isola.
L'obolo consentirà di sanare le microlesioni visibili e nascoste provocate dal tempo e dal maneggio dell'uomo sul legno e sulla composizione delle cromie originali. La statua fu realizzata dallo scultore Zanda di Desulo nella seconda metà del diciannovesimo secolo ed esposta nella chiesa principale del paese. In un tempo non meglio precisato, ma sicuramente antecedente al 1950, prese piede la consuetudine di portare il simulacro in processione per le vie del paese la sera del 7 luglio a coronamento delle celebrazioni in onore di San Costantino.
A quel rituale non si assiste più dal 2019 per via delle restrizioni anti-covid, ma in tanti, a Sedilo e altrove, sperano di poter rivedere i cortei a cavallo e a piedi già il prossimo anno. Comunque andrà, la statua sarà rimessa a nuovo molto prima.
Per cominciare sarà predisposto il progetto di restauro, di cui si occuperà uno storico dell'arte incaricato dalla Curia. L'elaborato sarà poi sottoposto all'ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici di Alghero-Bosa e alla Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari e Oristano.
Una volta rilasciati i pareri autorizzativi, per la statua di San Costantino si apriranno le porte di un laboratorio specializzato. «Siamo lieti che finalmente si possa procedere con il restauro – afferma il parroco don Battista Mongili – ci riproponevamo di fare quest'intervento da svariati anni ma non avevamo i fondi necessari».
Maria Antonietta Cossu
Di lei si sa soltanto che è originaria di Sedilo e che risiede in un' altra località dell'isola.
L'obolo consentirà di sanare le microlesioni visibili e nascoste provocate dal tempo e dal maneggio dell'uomo sul legno e sulla composizione delle cromie originali. La statua fu realizzata dallo scultore Zanda di Desulo nella seconda metà del diciannovesimo secolo ed esposta nella chiesa principale del paese. In un tempo non meglio precisato, ma sicuramente antecedente al 1950, prese piede la consuetudine di portare il simulacro in processione per le vie del paese la sera del 7 luglio a coronamento delle celebrazioni in onore di San Costantino.
A quel rituale non si assiste più dal 2019 per via delle restrizioni anti-covid, ma in tanti, a Sedilo e altrove, sperano di poter rivedere i cortei a cavallo e a piedi già il prossimo anno. Comunque andrà, la statua sarà rimessa a nuovo molto prima.
Per cominciare sarà predisposto il progetto di restauro, di cui si occuperà uno storico dell'arte incaricato dalla Curia. L'elaborato sarà poi sottoposto all'ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici di Alghero-Bosa e alla Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari e Oristano.
Una volta rilasciati i pareri autorizzativi, per la statua di San Costantino si apriranno le porte di un laboratorio specializzato. «Siamo lieti che finalmente si possa procedere con il restauro – afferma il parroco don Battista Mongili – ci riproponevamo di fare quest'intervento da svariati anni ma non avevamo i fondi necessari».
Maria Antonietta Cossu
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