Una sala rosa per le vittime di violenza

Iniziativa voluta da Polizia e Soroptimist e resa possibile con il contributo del Comune. Obiettivo, aiutare chi denuncia

ORISTANO. Tecnicamente si chiama “aula per le audizioni”, in realtà è un luogo, spesso, il primo dove le donne vittime di violenza possono sentirsi accolte e sostenute in un ambiente ben diverso dai freddi e istituzionali locali di una Questura. Ieri il Questore Giuseppe Giardina, insieme al viceprefetto Giorgio Collu, in rappresentanza del Prefetto Stelo impegnato con l’emergenza incendi, le presidenti del Soroptimist, Caterina Murru, e della Commissione comunale Pari Opportunità, Pasqualina Pippia, insieme al sindaco Lutzu e all’assessora ai servizi sociali Carmen Murru, ha inaugurato la sala, seguendo e applicando il protocollo di intesa siglato a novembre dall’allora capo della Polizia Franco Gabrielli e dalla presidente dell’Associazione “Soroptimist International” Mariolina Coppola in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne con lo scopo di incoraggiare chi subisce violenza, a rivolgersi alle Forze dell’ordine.

Il protocollo prevede infatti la nascita “stanze tutte per sé”, sale per le audizioni protette, organizzate sulla base di specifiche linee guida per ricreare un ambiente favorevole che possa aiutare chi subisce violenza, all’incontro con gli investigatori evitando il più possibile momenti traumatici. Il protocollo prevede anche la promozione di iniziative didattiche, formative e divulgative d’interesse comune.

Ieri l’inaugurazione della stanza oristanese. Un momento simbolico che però testimonia la sempre maggiore attenzione della Polizia di Stato a questo tema, ormai tra i reati più frequenti in provincia, e in crescita proprio con l’arrivo della pandemia, con i primi numeri che parlano di un raddoppio dei casi denunciati. «Questo tipo di reati vengono denunciati con difficoltà dalle vittime. Noi abbiamo messo in piedi e stiamo rafforzando personale investigativo dedicato – ha detto il Questore – per facilitare il percorso di elaborazione e denuncia di questi reati. Riteniamo che il sommerso, nonostante la crescita di denunce nell’ultimo anno, sia ancora elevato, e cercheremo di farlo emergere. Avere un luogo come la stanza rosa per il nostro lavoro è fondamentale. Chi viene qui si sentirà protetto, tutelato, e sempre rispettato».

Soddisfazione anche da Soroptimist Oristano. «Cercheremo di fare tutto il possibile per aiutare le donne vittime di violenza a rinascere, a riprendersi la vita, a decidere del proprio futuro in libertà», ha detto Caterina Murru.

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