Dall’autopsia le risposte sulla morte di Ignazio
Oggi le prime valutazioni del medico legale Roberto Demontis Non è escluso che i carabinieri del Ris tornino nel garage e nelle due case
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SANTA GIUSTA. Arriveranno oggi le prime risposte per accertare le cause della morte di Ignazio Manca, il disoccupato 57enne rinvenuto sabato mattina poco dopo le 7 dal fratello Carmine nel garage della sua abitazione.
La Procura della Repubblica di Oristano ha aperto un fascicolo per omicidio.
Questa mattina il medico legale Roberto Demontis effettuerà l’autopsia sul cadavere di Manca e fornirà quasi in tempo reale allo stesso procuratore Ezio Domenico Basso le sue conclusioni su cosa, quando e come abbia causato la morte di Ignazio. L’unico dato certo, che potrebbe favorire le indagini, come potrebbe renderle complesse, riguarda la copiosa presenza di sangue nel garage e in altri ambienti della casa.
Una quantità di sangue fuoriuscita dal corpo di Ignazio che farebbe propendere per una morte violenta provocata da una o più coltellate, o da attrezzo simile a coltello.
È questa la prima domanda a cui il medico legale deve dare una risposta: cosa ha causato la morte del disoccupato di Santa Giusta. Una risposta logica a questa domanda fa propendere per un coltello, o un oggetto appuntito che colpendo una parte irrorata del corpo (ma non, diversamente dalle prime indiscrezioni l’arteria femorale, che quindi non sarebbe stata interessata) ha provocato una copiosa fuoriuscita di sangue.
Ma se non è stato un coltello cosa potrebbe aver ucciso Ignazio? Una sbarra di ferro, un oggetto appuntito o cosa altro? Non si sa neppure se i carabinieri abbiano o meno sequestrato un oggetto ritenuto compatibile con l’ipotetica arma del delitto, figuriamoci se si possano avere notizie ulteriori sul garage dove è stato trovato dal fratello il povero Ignazio.
Un dato sembra però quasi certo. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche dovrebbero tornare nella casa, in via Garibaldi, e effettuare ulteriori controlli ed esami, anche alla luce delle prime indicazioni provenienti dal medico legale. La scena del ritrovamento del corpo di Ignazio è stata, per così dire, congelata: le tracce, le impronte (di chi? solo dei due fratelli?), i residui organici trovati, ciascuno in misura diversa rivestiranno un ruolo decisivo nel far propendere la Procura verso la conferma dell’ipotesi del delitto, oppure farla riorientare verso l’ipotesi dello stranissimo incidente domestico.
Alle risposte del medico legale dovranno però sommarsi quelle altrettanto importanti degli esami di laboratorio, che però non arriveranno prima di metà di questa settimana.
Solo allora si potranno trarre le prime conclusioni sulle indagini per un delitto che ha sconvolto un intero paese lasciando ammutoliti tutti coloro che conoscevano i due fratelli Manca, increduli sul fatto che uno potesse fare male all’altro.
Una incredulità che ha accompagnato il paese anche sabato sera quando Carmine ha fatto rientro, poco prima delle 20, al termine della sua testimonianza in caserma non a casa sua ma a quella di un parente. Incidente o omicidio? Questa settimana si avranno le prime risposte a quello che tutt’oggi ha tutte le caratteristiche del giallo.(g.cen.)
La Procura della Repubblica di Oristano ha aperto un fascicolo per omicidio.
Questa mattina il medico legale Roberto Demontis effettuerà l’autopsia sul cadavere di Manca e fornirà quasi in tempo reale allo stesso procuratore Ezio Domenico Basso le sue conclusioni su cosa, quando e come abbia causato la morte di Ignazio. L’unico dato certo, che potrebbe favorire le indagini, come potrebbe renderle complesse, riguarda la copiosa presenza di sangue nel garage e in altri ambienti della casa.
Una quantità di sangue fuoriuscita dal corpo di Ignazio che farebbe propendere per una morte violenta provocata da una o più coltellate, o da attrezzo simile a coltello.
È questa la prima domanda a cui il medico legale deve dare una risposta: cosa ha causato la morte del disoccupato di Santa Giusta. Una risposta logica a questa domanda fa propendere per un coltello, o un oggetto appuntito che colpendo una parte irrorata del corpo (ma non, diversamente dalle prime indiscrezioni l’arteria femorale, che quindi non sarebbe stata interessata) ha provocato una copiosa fuoriuscita di sangue.
Ma se non è stato un coltello cosa potrebbe aver ucciso Ignazio? Una sbarra di ferro, un oggetto appuntito o cosa altro? Non si sa neppure se i carabinieri abbiano o meno sequestrato un oggetto ritenuto compatibile con l’ipotetica arma del delitto, figuriamoci se si possano avere notizie ulteriori sul garage dove è stato trovato dal fratello il povero Ignazio.
Un dato sembra però quasi certo. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche dovrebbero tornare nella casa, in via Garibaldi, e effettuare ulteriori controlli ed esami, anche alla luce delle prime indicazioni provenienti dal medico legale. La scena del ritrovamento del corpo di Ignazio è stata, per così dire, congelata: le tracce, le impronte (di chi? solo dei due fratelli?), i residui organici trovati, ciascuno in misura diversa rivestiranno un ruolo decisivo nel far propendere la Procura verso la conferma dell’ipotesi del delitto, oppure farla riorientare verso l’ipotesi dello stranissimo incidente domestico.
Alle risposte del medico legale dovranno però sommarsi quelle altrettanto importanti degli esami di laboratorio, che però non arriveranno prima di metà di questa settimana.
Solo allora si potranno trarre le prime conclusioni sulle indagini per un delitto che ha sconvolto un intero paese lasciando ammutoliti tutti coloro che conoscevano i due fratelli Manca, increduli sul fatto che uno potesse fare male all’altro.
Una incredulità che ha accompagnato il paese anche sabato sera quando Carmine ha fatto rientro, poco prima delle 20, al termine della sua testimonianza in caserma non a casa sua ma a quella di un parente. Incidente o omicidio? Questa settimana si avranno le prime risposte a quello che tutt’oggi ha tutte le caratteristiche del giallo.(g.cen.)
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