Pini da abbattere sul lungomare, scoppia la polemica

Proteste dei residenti di Torregrande contro il Comune Il progetto di rifacimento prevede la sostituzione degli alberi

ORISTANO. Di scritto, per ora, non c’è nulla. Sul destino dei pini del lungomare di Torregrande ci sono soltanto parole, ipotesi progettuali che ancora non hanno ricevuto il via libera formale dalla giunta comunale, ma bastano per accendere lo scontro fra i cittadini che vogliono salvare i pini e l’amministrazione comunale che invece li vorrebbe eliminare per poi sostituirli. Il tutto va incastrato all’interno del rifacimento del lungomare stesso, opere per la cui progettazione gli studi architettonici Dodi Moss, Sulmona e Sab si sono aggiudicati i 5 milioni e mezzo con cui cambiare volto al fronte mare della borgata.

La progettazione è in fase avanzata e nelle settimane scorse l’ipotesi studiata dai tecnici è stata esposta in videoconferenza alla giunta, raccogliendone l’approvazione. Fin dall’annuncio del finanziamento, il destino dei pini è stato al centro delle attenzioni: per alcuni è simbolo intoccabile dell’identità della borgata e del lungomare Eleonora d’Arborea; per altri è un problema da estirpare, per via delle radici che hanno determinato il dissesto della camminata e dei marciapiedi e hanno fatto danni anche in case private.

Fra i primi, si espone l’artista di Santa Giusta che vive fra Milano e Torregrande, Salvatore Garau. Da poco si è guadagnato molte prime pagine, con la scultura immateriale “Io sono” battuta all’asta per 15mila dollari, ma vanta da tempo un curriculum rispettato a livello internazionale. La sua posizione, dunque, è quella di un intellettuale che prende parola in un dibattito importante per Oristano, oltre che di un abitante della borgata: «Chi, con un minimo di raziocinio, potrebbe tagliare gli enormi pini-dinosauri nel lungomare, che creano un tetto ombroso e ristoratore sotto i 40 gradi? Chi, dopo la devastazione degli incendi si occuperebbe di dare un ulteriore contributo alla desertificazione facendo scomparire alberi dei quali abbiamo una necessità primaria? Chi sarebbe così sciocco da calamitarsi le maledizioni degli ambientalisti e della gente di buon senso in cambio di un deserto con cespuglietti di fragranze che inevitabilmente trascurate marcirebbero in un mese? Se anche venissero sostituiti, non ne capisco il senso, dato che ci sono già».

A Garau non vanno giù poi le altre ipotesi, emerse dopo la presentazione dell’idea progettuale: «Immagino un bel rifacimento della pavimentazione e una soluzione per le case danneggiate dalle radici e spero di non vedere un lungomare fatto di passerelle in legno, che dopo un anno verrebbero divelte e schiodate, ma semplice, elegante, funzionale e ombroso».

Gianfranco Licheri, assessore all’Urbanistica e all’Ambiente, cerca dal canto suo di stemperare la polemiche e assicura che gli alberi non spariranno: «Per cominciare, è una proposta progettuale che ci è stata presentata dopo i sopralluoghi dei tecnici, ma non è definitiva. La loro idea è quella di eliminare i pini dal lato delle case, mentre quelli dal lato del mare resteranno intatti. Inoltre, non ci sarà solo l’aiuola con le essenze mediterranee, ma saranno piantati nuovi alberi, soprattutto casuarine (pianta molto simile alle conifere occidentali, ma originaria dell’oceano Pacifico, ndr). Il lungomare sarà un bel viale alberato, con quasi 200 panchine. I progettisti hanno un portfolio di tutto rispetto, con gli interventi nei lungomare di Brindisi e Rimini, e quando si potranno vedere le tavole si capirà che si tratta davvero di un bel progetto».

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