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Oristano

Is Curridoris precisano: «Non abbiamo deciso noi»

di Paolo Camedda
Is Curridoris precisano: «Non abbiamo deciso noi»

Cabras. Attribuita al sindaco e al parroco la decisione di non fare la corsa  «Non siamo stati in alcun modo coinvolti, siamo stati informati a cose fatte »

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CABRAS. Si continua a discutere fra i fedeli per la cancellazione, il secondo anno consecutivo della Corsa degli scalzi. La mattina di sabato 4 settembre il simulacro di Gesù Salvatore viaggerà da Cabras al villaggio, mentre la sera di domenica 5 farà il percorso inverso, ma non portato dalla marea bianca de Is Curridoris, come è sempre accaduto fino al 2019, bensì a bordo di un pick up dei barracelli e senza nessun corteo. Le reazioni all’ufficialità, data dal sindaco Abis, sono state le più disparate, e qualcuno ha anche puntato il dito contro l’associazione de Is Curridoris. Quest’ultima, però, respinge le accuse e con una nota ufficiale chiarisce la paternità della decisione presa, da attribuire unicamente al sindaco, in accordo con questura e prefettura, e al parroco don Giuseppe Sanna.

«Tale decisione – si legge nel comunicato – contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa, non è stata presa in accordo tra il sindaco Andrea Abis, il parroco don Giuseppe Sanna e l’associazione Is Curridoris. Quest’ultima, che noi rappresentiamo, non è stata coinvolta in tale decisione ma ne è venuta a conoscenza da prima attraverso le anticipazioni rilasciate dal sindaco alla stampa, ed in via ufficiale solo nella giornata di venerdì 20 agosto, nell’incontro tenutosi presso il salone parrocchiale della Pieve di Santa Maria, alla presenza del sindaco, del parroco, del direttivo dell’associazione, dei priori, vice priori e loro collaboratori».

Il direttivo respinge dunque al mittente ogni attribuzione di responsabilità: «Abbiamo solo potuto prendere atto di tale decisione – spiegano i componenti – in quanto, come spiegato dal sindaco, rappresentava l’unica soluzione possibile viste le restrizioni dovute alla pandemia in corso, ed al crescente aumento dei casi di positività all’interno della nostra comunità. Il parroco ha inoltre aggiunto che la decisione è stata presa anche in funzione del divieto ancora in vigore da parte del vescovo di Oristano allo svolgimento di processioni religiose in forma dinamica».

Per questi motivi «l’associazione non intende prendersi responsabilità o accuse per decisioni assunte da altri che stanno generando umori e pareri discordanti all’interno della nostra comunità».

Quanto alle recenti dimissioni avvenute in seno al direttivo, quest’ultimo precisa che «non sono dovute, contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, a pareri contrari al trasporto del simulacro con un mezzo meccanico, ma a motivi di carattere personale, come precisato dai diretti interessati nella giornata di venerdì, e che all’interno del direttivo non sono avvenuti dissidi o scontri. Abbiamo parlato venerdì di possibili iniziative e della possibilità di partecipare indossando l’abito – rivelano dall’Associazione – ne discuteremo nei prossimi giorni e quando decideremo ne daremo notizia».

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