«Con il concorso hanno gettato via gli accordi del 2019»
ORISTANO. «Se c'è una crisi o una diminuzione delle lavorazioni, ce lo devono dimostrare e possiamo ragionare su come affrontarla». I sindacati non credono alle comunicazioni informali ricevute dai...
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ORISTANO. «Se c'è una crisi o una diminuzione delle lavorazioni, ce lo devono dimostrare e possiamo ragionare su come affrontarla». I sindacati non credono alle comunicazioni informali ricevute dai vertici amministrativi del Consorzio, sulle incertezze legate all'avvio, in autunno, della linea di trattamento della plastica rinnovata. Il timore è che il Cipor voglia coprire le differenze nella manodopera ricorrendo alle agenzie interinali. Proprio da quel tipo di esperienza arrivano i 34 lavoratori, alcuni dei quali avevano cominciato a lavorare a Masangionis sin dall'inizio, quando l'impianto era di proprietà della Intercantieri Vittadello. Impianto e ramo d'azienda furono poi rilevati dal Consorzio. Nei primi mesi del 2019 le parti raggiunsero l'accordo e firmarono un contratto basato su quello nazionale dei dipendenti dei consorzi industriali, che prevedeva un massimo di otto proroghe per un totale di 60 mesi, in scadenza nel 2024. L'indizione del concorso, per i sindacati, implica la rottura di quell'accordo da parte del Consorzio e su questo le organizzazioni hanno chiesto il pronunciamento del Tribunale del Lavoro, con una diffida dell'avvocato Roberto Martani. «Se il Consorzio ha stracciato il contratto – è la posizione dei sindacati – bisogna applicare il contratto nazionale. Il quale prevede che, trascorsi 24 mesi dall'assunzione come accaduto in primavera, i lavoratori passino al tempo indeterminato». «Quei lavoratori – hanno aggiunto – in tutti questi anni non hanno mai avuto accesso a permessi retribuiti e premi di produttività, che invece non sappiamo se siano stati dati ai dirigenti. Dopo anni al servizio del Consorzio, non possono essere liquidati così». (dav.pi.)
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