Niente Corsa degli scalzi: il Santo arriva al villaggio, nel Sinis festa silenziosa
La statua di San Salvatore accolta da un piccolo gruppo di donne in costume. E per le novene mascherina obbligatoria
CABRAS. Si sono ufficialmente aperte ieri le celebrazioni religiose per San Salvatore di Sinis, con l'arrivo del simulacro di Santu Srabadoeddu al villaggio e l'inizio del novenario. Tutto, secondo tradizione, è iniziato la mattina presto. Poco prima delle 7, sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta, un piccolo gruppo di donne di Cabras, vestite in costume, ha ricevuto la benedizione del parroco, Don Giuseppe Sanna. Il Santino è stato consegnato dapprima al presidente del Comitato, Germano Castangia, e a sua moglie Paola, poi alla presidente dell'Associazione Santu Srabadoeddu, Maria Paola Sanna, che lo ha caricato sull'auto, con la quale, scortato da lei e da altre due componenti dell'Associazione, ha iniziato il suo cammino verso il villaggio. Nei punti classici dove solitamente transita la processione delle donne, sono stati sparati i fuochi artificiali. Santu Srabadoeddu ha raggiunto l'ingresso del villaggio in auto poco dopo. Qui, mentre la fisarmonica inizia a suonare e sono intonati i classici Coggius, è stato accolto da una ventina di donne vestite in costume sardo, e la presidentessa lo ha consegnato nelle mani del presidente del Comitato, Castangia, e quindi del parroco. L'emozione, nel silenzio del mattino, è tanta, fra le devote cabraresi, nonostante non si sia potuta svolgere la tradizionale processione. Il simulacro è infine posizionato nella grande piazza davanti alla Chiesa, dove alle 7.30 è stata celebrata la Santa Messa, alla presenza del sindaco, Andrea Abis, e di una cinquantina di fedeli.
La sera alle 18 è stata celebrata un'altra messa, seguita dalla via crucis e dalla prima giornata di Novena e così sarà fino a sabato 4 settembre. «Quest’anno vogliamo dare un forte segnale di fede con la presenza del simulacro al villaggio – ha detto il Sindaco Abis – la prossima settimana anche la statua di San Salvatore sarà trasportata qui, seguendo una modalità ben diversa da quella a cui siamo abituati, ma ciò che più conta, soprattutto in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo, è tutelare l’onorabilità dell’evento e rispettarne il significato più profondo». Le presenze nella piazza sono state limitate, e lo saranno anche nel prossimo fine settimana, quando bisognerà attenersi alle prescrizioni legate alla pandemia da Covid. Gli scalzi non potranno portare il Santo con la tradizionale processione di corsa, ma il simulacro di Santu Srabadoi viaggerà anche in questo caso su un mezzo meccanico. Le persone che lo accoglieranno nel villaggio, dovranno indossare la mascherina, secondo quanto sarà disposto con un'ordinanza sindacale che sarà emanata da Abis nei prossimi giorni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
