Il Foro boario riapre dopo mezzo secolo
di Davide Pinna
La ristrutturazione iniziò nel 2004, ma l’edificio era inutilizzato dagli anni ’70. Ospiterà mostre d’arte contemporanea
2 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. «Dopo mezzo secolo, finalmente la città si riappropria del Foro boario». Per il sindaco Andrea Lutzu l’inaugurazione dell’edificio di piazza Pintus, prevista per domani alle 18, è una medaglia da appuntare al petto. In quel mezzo secolo di cui parla, al Foro boario, è successo di tutto, basta anche solo pensare agli ultimi vent’anni: nel 2004 cominciano i lavori di ristrutturazione, ma l’opera viene lasciata incompleta per il fallimento della ditta appaltatrice. Nel frattempo, dai locali a metà era stato rubato un po’ di tutto, dalle assi del parquet ai cavi elettrici. Ora, con un ultimo intervento di circa 200mila euro i lavori sono stati terminati e le porte stanno per aprirsi.
Visto che il tema è quello dei lavori pubblici, il primo cittadino risponde anche alle critiche che si stanno moltiplicando nelle ultime settimane per quel che riguarda ritardi nella consegna di alcuni cantieri: «Da un anno e mezzo facciamo i conti col covid, qualcuno se ne dimentica e questo dispiace. Nonostante l’emergenza, dopo la torre di Mariano, lo skate park e piazza Abis, inauguriamo il Foro boario e a ottobre sarà la volta del Teatro Garau. Nei prossimi giorni cominceranno i lavori ai Frassinetti, alla pista di atletica del Sacro Cuore, al centro sociale di Torangius e nell’asilo di via Campania».
Tutte le attenzioni ora, però, vanno ai locali di piazza Giorgio Luigi Pintus, pratz ’e Bois per tutti gli oristanesi perché lì arrivava il bestiame da commerciare durante la fiera di Santa Croce. Non ospiteranno più, come previsto sino a qualche mese fa, il museo della Sartiglia. «Quel tipo di museo va collocato nel centro storico – argomenta l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna –. La conformazione dell’edificio e la collocazione periferica suggeriscono una destinazione legata all’arte contemporanea. Il museo potrà comunque aprirsi a contributi legati alla giostra equestre e ai suoi simboli da declinare attraverso forme artistiche contemporanee, che potrà essere narrata anche attraverso nuovi linguaggi d’arte».
Da domani il museo ospiterà una mostra che, attraverso installazioni curate dall’Archivio comunale, racconterà la storia del vecchio Foro boario che fino agli anni Sessanta ospitava, a metà settembre, proprio la fiera del bestiame più importante del territorio. Poi a ottobre ci sarà una mostre d’arte curata da Bianca Laura Petretto: «Una mostra di livello internazionale che fonderà la tradizione oristanese con i moderni linguaggi d’arte». La gestione dei locali andrà alla Fondazione Oristano. «Ci sembra naturale – commenta Massimiliano Sanna –, visto il buon lavoro che la Fondazione sta facendo».
Visto che il tema è quello dei lavori pubblici, il primo cittadino risponde anche alle critiche che si stanno moltiplicando nelle ultime settimane per quel che riguarda ritardi nella consegna di alcuni cantieri: «Da un anno e mezzo facciamo i conti col covid, qualcuno se ne dimentica e questo dispiace. Nonostante l’emergenza, dopo la torre di Mariano, lo skate park e piazza Abis, inauguriamo il Foro boario e a ottobre sarà la volta del Teatro Garau. Nei prossimi giorni cominceranno i lavori ai Frassinetti, alla pista di atletica del Sacro Cuore, al centro sociale di Torangius e nell’asilo di via Campania».
Tutte le attenzioni ora, però, vanno ai locali di piazza Giorgio Luigi Pintus, pratz ’e Bois per tutti gli oristanesi perché lì arrivava il bestiame da commerciare durante la fiera di Santa Croce. Non ospiteranno più, come previsto sino a qualche mese fa, il museo della Sartiglia. «Quel tipo di museo va collocato nel centro storico – argomenta l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna –. La conformazione dell’edificio e la collocazione periferica suggeriscono una destinazione legata all’arte contemporanea. Il museo potrà comunque aprirsi a contributi legati alla giostra equestre e ai suoi simboli da declinare attraverso forme artistiche contemporanee, che potrà essere narrata anche attraverso nuovi linguaggi d’arte».
Da domani il museo ospiterà una mostra che, attraverso installazioni curate dall’Archivio comunale, racconterà la storia del vecchio Foro boario che fino agli anni Sessanta ospitava, a metà settembre, proprio la fiera del bestiame più importante del territorio. Poi a ottobre ci sarà una mostre d’arte curata da Bianca Laura Petretto: «Una mostra di livello internazionale che fonderà la tradizione oristanese con i moderni linguaggi d’arte». La gestione dei locali andrà alla Fondazione Oristano. «Ci sembra naturale – commenta Massimiliano Sanna –, visto il buon lavoro che la Fondazione sta facendo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
