«Carcere sempre più invivibile», è allarme rosso a Massama

Il carcere di Massama

ORISTANO. Ogni giorno che passa la situazione si fa sempre più delicata. I detenuti della casa di reclusione continuano a reclamare un intervento immediato per risolvere una serie di problemi che...

ORISTANO. Ogni giorno che passa la situazione si fa sempre più delicata. I detenuti della casa di reclusione continuano a reclamare un intervento immediato per risolvere una serie di problemi che stanno rendendo impossibile trascorrere le giornate all’interno del carcere di Massama. È lunghissimo il testo dell’ultima lettera, l’ennesima, che viene indirizzata anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla ministra della Giustizia Mara Cartabia. Ma gli indirizzi sono tantissimi e la missiva è arrivata a tutte le massime autorità chiamate a gestire le carceri italiane.

A rilanciare il caso, è stata ieri Sandra Berardi per conto dell’associazione Yairaiha Onlus che riporta l’elenco delle tante richieste fatte dai detenuti, il cui regime di pena sta diventando quanto mai problematico. A problemi ormai incancreniti e che esistono praticamente dal momento in cui è diventata operativa la struttura di Massama, se ne sono aggiunti di nuovi: in parte sono strutturali, in parte legati all’aumento del numero delle persone detenute, in parte all’emergenza sanitaria che ha costretto a rivedere anche la routine della vita all’interno della casa di reclusione. Così l’associazione prende posizione: «È triste constatare che a distanza di tempo ancora nessuna misura sia stata messa in campo da parte delle autorità e che i detenuti debbano subire un trattamento che poco ha a che fare con il recupero del reo e con la dignità e la funzione rieducativa della pena. È triste che a fronte di richieste più che legittime e ragionevoli i detenuti debbano ricorrere a forme di protesta, anche estreme ed autolesionistiche, per riuscire ad essere ascoltati da chi di dovere».

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