Revoca patente, giudizio da rivedere

Decisione della Cassazione, accolto un ricorso dell’avvocato Oppo

ORISTANO. Il giudice del tribunale di Oristano tornerà ad occuparsi nuovamente di un caso di omicidio stradale, conclusosi a maggio del 2018 con la revoca della patente ai danni di Simone Aresu, quarantenne condannato per omicidio stradale. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Rossella Oppo, ha portato il caso all’attenzione dei giudici della Cassazione, che a maggio hanno accolto il ricorso rimandando gli atti al Tribunale per un nuovo pronunciamento. I giudici della Suprema Corte, presidente Iasillo, relatore Rosa Anna Saraceno, sono intervenuti sulla quantificazione della sanzione accessoria, che prevedeva la revoca della patente. Secondo i giudici il ricorrente si può giovare della pronuncia di parziale incostituzionalità dell'articolo 222 del Codice della Strada, «in quanto l'imputazione formulata a suo carico atteneva a un omicidio stradale non aggravato e, dunque, alla luce della sentenza 88 del 2019 della Corte Costituzionale la revoca della patente potrebbe essere sostituita con la sua sospensione. «Il Giudice delle leggi ha affermato come non sia possibile negare che la revoca della patente, disposta dal giudice penale con la sentenza di condanna o di patteggiamento della pena abbia connotazioni sostanzialmente punitive e non sia costituzionalmente tollerabile che taluno debba rimanere soggetto per cinque anni, anziché per un periodo di tempo nettamente minore, ad una sanzione inibitoria della guida di veicoli a motore inflittagli sulla base di una norma che, all'indomani del passaggio in giudicato della sentenza di condanna, è stata riconosciuta contrastante con la Costituzione».

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