Processo Ippocrate, è subito scontro in aula

Concorsi e assunzioni contestate all’Assl: contrasto tra accusa e difesa sulle eccezioni preliminari

ORISTANO. La partenza è ancora una volta lenta. Chi si aspettava le prime deposizioni in aula, si è fermato sulla soglia delle eccezioni preliminari. Non sono poche quelle che accompagnano il processo legato all’inchiesta Ippocrate, nata per smascherare i presunti concorsi truccati e le assunzioni pilotate all’Assl di Oristano, durante la gestione targata Partito dei Sardi. Dopo i problemi di notifiche della precedente udienza, quella di ieri doveva essere la prima in cui gli ufficiali di polizia giudiziaria avrebbero dovuto iniziare a spiegare le tesi dell’accusa, attraverso la ricostruzione delle loro indagini. Non ci si è invece spinti sin là, perché prima di tutto viene il rispetto della procedura e alcuni degli avvocati del collegio difensivo dei tredici imputati hanno presentato eccezioni preliminari.

Prima ancora c’era stata la costituzione di parte civile dell’Assl, che ha scelto di farsi tutelare dall’avvocato Paolo Tuffu, mentre una sola delle parti offese l’ha fatto. La dirigente del settore delle professioni infermieristiche Barbara Collu è assistita dall’avvocato Salvatore Casula, che aveva però già depositato la sua costituzione in una precedente fase processuale. L’udienza è stata quindi animata dalle schermaglie procedurali che hanno tenuto le giudici Carla Altieri, Elisa Marras e Serena Corrias in camera di consiglio per un’ora e mezza. Sono uscite senza una decisione su tutte le eccezioni, per le quali si pronunceranno nella prossima udienza del 28 ottobre.

A sollevarle sono stati gli avvocati Aldo Luchi, Vittorio Campus, Luigi Satta, Pier Luigi Meloni e Carlo Figus. È stata chiesta l’inutilizzabilità dei risultati delle perquisizioni su alcuni computer e supporti informatici sequestrati nell’ottobre 2019. Ci si è quindi soffermati sull’indeterminatezza del capo d’imputazione, fatto che non consentirebbe agli indagati di indirizzare in maniera efficace la loro difesa, e sull’inutilizzabilità di una serie di atti che già il giudice per le udienze preliminari aveva dichiarato inammissibili per via di una mancata richiesta di proroga, da parte della procura, durante il periodo delle lunghe indagini. Ora sono nuovamente presenti nel fascicolo del dibattimento e da ciò deriverebbe la nullità del decreto che ha disposto il giudizio degli imputati.

Il pubblico ministero Armando Mammone ha argomentato in senso opposto, facendo riferimento a diversi pronunciamenti della Cassazione e riferendo che sono sentenze che attengono a casi diversi rispetto a quello di cui si tratta a Oristano. Non resta che attendere il 28 ottobre, data per la quale sono stati anche convocati i primi testimoni, proprio quegli ufficiali di polizia giudiziaria della Guardia di finanza che dovranno spiegare come il sistema di presunta corruzione sarebbe stato messo in piedi soprattutto grazie a un accordo tra l’Assl e le agenzie interinali. (e.carta)

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