Precari, il Consorzio è in ritardo

Esplode il caso degli 87 lavoratori che attendono la stabilizzazione da parte dell’ente di Bonifica

ORISTANO. I sindacati lo ripetono da mesi: «Se il Consorzio di Bonifica manterrà il suo programma di stabilizzazione, non solo rischiano di esserne esclusi gran parte dei lavoratori avventizi, ma potrebbero andare in fumo anche i finanziamenti, come già avvenuto per quelli relativi al 2020». Tre incontri in pochi mesi con l’assessora regionale all’Agricoltura, Gabriella Murgia, non sono serviti ai segretari provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, Roberta Manca, Cristian Pistis e Franco Pani, per allontanare tutte le preoccupazioni sul piano che il Consorzio dell’Oristanese ha presentato sei mesi dopo la delibera regionale, «Mentre nel resto della Sardegna si vedono Consorzi che hanno già stabilizzato e altri che hanno già avviato le procedure di stabilizzazione di tutto il personale avventizio», scrivono in una nota dove annunciano iniziative di protesta.

La posta in gioco è altissima: riguarda 87 lavoratori e i sindacati fanno notare come questa vertenza si trascini da oltre trent’anni. In questi anni, del resto, tanti lavoratori avventizi sono andati in pensione, senza mai ottenere quella stabilizzazione tanto attesa. I sindacati denunciano: «Il Consorzio di Oristano si trova in una situazione di stallo». I motivi sarebbero non soltanto legati alle diverse interpretazioni della delibera, «ma anche a causa di preoccupazioni da parte del Consorzio, sull’impatto che avrebbe la stabilizzazione del personale sull’equilibrio finanziario dell’ente che già deve affrontare ritardi della Regione nell’erogazione dei fondi dovuti, come l’Iva relativa a tre finanziamenti e il pagamento dei rimborsi Enas per l’energia elettrica».

Sono timori che il Consorzio ha messo nero su bianco nella nota inviata all’assessorato regionale. I sindacati però puntualizzano: «Le criticità sono vere, tanto che abbiamo garantito all’ente il nostro supporto per risolverle, ma è anche vero che criticità e vertenza sulle stabilizzazioni, viaggiano in questo momento su due binari diversi. Le prime, come ha scritto lo stesso Consorzio alla Regione, ricadono sul Bilancio; al contrario, per la stabilizzazione degli avventizi, la Regione ha disposto risorse specifiche destinate alla copertura totale e per tutti i Consorzi, per il triennio 2020-2022».

I sindacati denunciano gli effetti gravi dei ritardi sull’utilizzo dei fondi: «Mentre in questo Consorzio sono già state perse le risorse per il 2020, ci troviamo ormai verso la fine del 2021 con il rischio di perdere ulteriori somme. Il programma del Consorzio di Oristano, a nostro avviso, non solo non rispetterebbe i criteri stabiliti nella delibera relativa all’anzianità di servizio dei lavoratori, ma lascerebbe un numero considerevole di operai da stabilizzare nell’anno 2023, anno in cui allo stato attuale non è ancora prevista la copertura finanziaria – spiegano –. Ciò porterebbe a perdere i finanziamenti previsti per l’anno prossimo e lascerebbe ancora nel limbo del precariato il personale avventizio».

Fai, Flai e Filbi, hanno chiesto nuovamente che il Consorzio «Si faccia carico delle proprie responsabilità, che prenda atto degli indirizzi dati dall’assessorato attraverso la Delibera regionale e che tutto il personale avventizio venga stabilizzato entro il 2022». I sindacati ricordano come la stessa assessora Gabriella Murgia, nel corso dell’incontro del 3 agosto, alla presenza del presidente e del direttore generale del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese, dei segretari generali e territoriali dei sindacati, fosse stata «molto chiara ed esaustiva, chiarendo che sarebbe discriminatorio stabilizzare prima un lavoratore con meno anzianità rispetto ad uno con più anzianità».

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