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Oristano

Nido a orario ridotto: «Non c’è richiesta»

Nido a orario ridotto: «Non c’è richiesta»

Così l’assessora Murru. La consigliera Obinu all’attacco: «La chiusura alle 18,30 era essenziale per le madri che lavorano»

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ORISTANO. Si accende lo scontro, sugli orari degli asili nido, fra l'ex assessora ai Servizi sociali Maria Obinu e l'attuale delegata Carmen Murru. «Siamo uno dei pochi capoluoghi che non offre un servizio di orario prolungato» ha attaccato la prima, esponente del Partito Democratico. «Il servizio non era sostenibile da un punto di vista economico e non era sfruttato dall'utenza» ha replicato la seconda, nominata da Fortza Paris. Il problema riguarda la sede di via Campania, che fino allo scorso anno scolastico era l'unica a garantire un orario pomeridiano prolungato sino alle 18 e 30. A fine agosto, la sorpresa per mamme e papà, informati dal Comune sul fatto che quest'anno l'asilo avrebbe chiuso i battenti alle 16 e 30. «Questo servizio era una fondamentale misura di assistenza sociale, aggiuntiva rispetto al ruolo già importante svolto dagli asili nido – ha affermato Maria Obinu – togliere alle donne che lavorano la possibilità di utilizzarlo è peraltro incredibilmente controproducente in una realtà caratterizzata dalla bassa natalità come Oristano». La spiegazione fornita dall'assessora Murru si fonda sui numeri. «I bambini che usufruivano, in teoria, del servizio erano 43. Nei fatti, però, partecipavano solo in 10. E la maggior parte di loro lasciava l'istituto ben prima delle 18 e 30, perciò capitava che all'orario di chiusura fossero presenti all'interno dell'asilo solo due bambini. I dati, infatti, mostrano che la gran parte dei bambini usufruisce del servizio fino alle 16 e 30. Il motivo più importante che ci ha portato a questa decisione, che è stata comunicata ai genitori a fine agosto e quindi non in ritardo, è però quello della carenza di risorse finanziarie. Solo quelle due ore aggiuntive al giorno, comportavano una spesa annua di 55 mila euro e parlo solo del personale, senza contare utenze e altre spese. Purtroppo l'amministrazione non può tenere conto di ogni singola esigenza e questo i cittadini lo sanno. Ma non si dica che questa amministrazione non fa nulla per gli asili, quest'anno abbiamo aumentato le risorse stanziate di 300 mila euro». I numeri non tornano, però, secondo Maria Obinu: «I servizi sociali sono un ambito in cui non si possono fare calcoli ragionieristici, si andrà sempre in perdita perché il Comune fornisce comunque un servizio essenziale per i cittadini al di là del ritorno economico. Mi sembra esagerata, a meno che non abbiano un contratto da dirigenti, la stima di 55 mila euro annui di costo per il personale e mi sarei aspettata che mi dicesse dove li avete investiti questi 300 mila euro in più, ma temo che la verità sia che non lo sappia neanche lei».

Davide Pinna

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