oristano
cronaca

Santa Caterina di Pittinuri, all’asta l’ex hotel dell’Esit

Cuglieri. La Regione vende per 381mila euro uno dei suoi gioielli sulla costa Nel 2018 l’albergo era stato rilevato da un privato che poi aveva rinunciato


06 giugno 2022 di Piero Marongiu


CUGLIERI. Dopo l’ennesimo nulla di fatto c’è un nuovo tentativo per l’alienazione dell’Hotel ex Esit “La Scogliera” della borgata marina di Santa Caterina di Pittinuri. Nel 2018 un privato si era aggiudicato la struttura con un’offerta di un importo di poco superiore a 385mila euro, lo stesso privato poi non aveva perfezionato l’acquisto adducendo sopraggiunte motivazioni di natura personale. La struttura quindi, attualmente gestita dalla società La Scogliera, composta da un’ampia terrazza sul mare e diverse sale adibite alla ristorazione, è stata nuovamente inserita tra quelle di cui la Regione si vuole disfare.

C’è quindi l’intenzione di rinunciare a uno dei tanti gioielli di proprietà pubblica. L’ex Hotel Esit si trova nella baia di Santa Caterina di Pittinuri, una delle località più belle e suggestive della costa oristanese tra s’Archittu e Porto Alabe e offre, grazie alla sua posizione sulla scogliera, una vista straordinaria. Il nuovo bando, pubblicato lo scorso 29 settembre, determina le condizioni necessarie per la partecipazione alla gara, che scade alle 13 del 9 novembre: il prezzo di base d’asta è di 381.200 euro.

L’immobile, insieme ad altri similari che si trovano in altre località amene della Sardegna, non rientra più tra i beni che la Regione intende conservare nel proprio patrimonio, probabilmente perché ritenuti un onere più che una risorsa e soprattutto per l’impossibilità di gestirlo. Ha pertanto deciso di disfarsene attraverso la procedura di gara pubblica. Non la prima, visto che l’ex Hotel Esit andò all’asta una prima volta nel 2018 e quell’aggiudicazione ebbe una storia travagliata. La società che lo gestisce si oppose presentando un ricorso al Tar, nel quale chiese l’annullamento della procedura, previa sospensiva, dei provvedimenti che avrebbero dovuto consegnarlo al nuovo aggiudicatario.

Questo accadeva nel marzo del 2018. Nello stesso anno il tribunale amministrativo si pronunciò in favore della Regione e respinse il ricorso. A quel punto venne chiesto all’aggiudicatario dell’asta di perfezionare gli atti, quindi di versare il corrispettivo mancante, utilizzando le modalità che gli erano state indicate, e di nominare il notaio di fiducia con il quale stipulare l’atto di acquisto. Adempimenti che non vennero attuati dal privato. Nel 2020, dopo le varie comunicazioni intercorse tra le parti, l’acquirente ha informato gli uffici regionali di voler rinunciare all’acquisto della struttura adducendo «motivi di forza maggiore», quale il prolungamento dei tempi e la sopraggiunta pandemia. A quel punto la Regione non ha potuto fare altro che prendere atto della rinuncia e attivare le procedure per il recupero delle somme costituite a garanzia dell’offerta presentata. Da lì è conseguita la predisposizione del nuovo bando di alienazione dell’immobile, che conferma la base d’asta precedente, che era di 381.200 euro, e fissa la scadenza per la presentazione delle offerte alle 13 del prossimo 9 novembre.

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