La Nuova Sardegna

Oristano

Non ci sono gli anestesisti 15 fratturati in attesa

di Michela Cuccu
Non ci sono gli anestesisti 15 fratturati in attesa

I rinforzi promessi nei giorni scorsi non sono arrivati e il reparto va in blocco I pazienti ricoverati tra martedì devono essere operati ma non si sa quando

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ORISTANO. «La mancanza di anestesisti rischia di creare una situazione esplosiva: al reparto di Ortopedia, da martedì sera, ci sono ben quindici pazienti con fratture, di questi ben tredici sono in attesa di essere operati». È la nuova denuncia del Comitato per il diritto alla salute. Una lista d’attesa così lunga in Ortopedia non si era mai vista, se si pensa che fino al 2019, come certificato dal rapporto Agenas ( l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) era l’unico negli ospedali della Sardegna e tra i primi dieci in Italia, a garantire gli interventi sui pazienti con fratture entro le 48 ore, eliminando così il rischio di tromboembolie.

«Era un’eccellenza, ma hanno fatto in fretta a declassarlo. Da molto tempo non si fanno più interventi programmati, ma solo le urgenze. Di conseguenza, per tutti gli altri interventi i pazienti devono rivolgersi altrove, negli ospedali di altre province e, sempre più spesso, alle strutture private». Insomma, secondo il Comitato la mancanza di anestesisti sta provocando un effetto a cascata su uno dei reparti più importanti e non solo solo su quello.

Da lunedì al reparto di Anestesia e rianimazione, al netto dei recenti annunci dei vertici sanitari e politici, sono rimasti in servizio tredici dirigenti medici. Erano in quindici, ma alle due specializzande assunte per l’emergenza covid, non è stato rinnovato il contratto. Secondo il Comitato «Era più che prevedibile che la prima conseguenza di un’ulteriore riduzione di organico, sarebbe ricaduta sulle sale operatorie e che il ritmo degli interventi sarebbe sceso considerevolmente. Ma se questa situazione dovesse perdurare, rischia davvero di bloccare l’intero ospedale», spiegano gli esponenti del Comitato che molto prima aveva lanciato l’allarme.

L’ultima volta era stato qualche giorno fa, dopo l’incontro dei sindaci con l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu che aveva annunciato l’arrivo di due nuovi anestesisti per potenziare gli organici. Già in quell’occasione il Comitato aveva segnalato come in realtà i due nuovi anestesisti ci fossero già in organico e che da quell’organico, anzi, stavano per andar via. «Altro che aumento del personale, al San Martino stiamo per assistere a una ulteriore riduzione dato che stanno per andar via due anestesisti», avevano replicato preoccupati. E ora in effetti la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente: «Al San Martino ci sono cinque Chirurgie. È difficile immaginare che con così pochi anestesisti non possano rallentare ancora le attività dell’intero nosocomio».

L’ultimo ingorgo, chiamiamolo così, in Ortopedia si è verificato nel giro di un pomeriggio. Martedì mattina, infatti, due dei dieci pazienti con fratture sono entrati in sala operatoria e, data la carenza di anestesisti, per gli altri otto pazienti si è subito profilato un rinvio ai giorni successivi. Nel corso della serata però, sono state ricoverate altre cinque persone, tutte a loro volta con fratture da operare. Il problema è che non si sa ancora quando questo intervento avverrà.

«Non era impossibile prevedere che ciò potesse verificarsi – spiegano dal Comitato –, soprattutto in reparti come l’Ortopedia. Il problema diventa serio quando non si può assicurare tempestività sugli interventi. Ma le sale operatorie, senza gli anestesisti non possono funzionare ed è per questo che continueremo a sollecitare direzione sanitaria e Ats».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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