Bocciato il ricorso della Cgil, il Consorzio può fare le selezioni

ARBOREA. Nuovo capitolo nella vertenza fra Cgil e Consorzio Industriale sul futuro dei trentaquattro lavoratori della linea della plastica nell’impianto di Masangionis. Il ricorso della Cgil – Cisl e...

ARBOREA. Nuovo capitolo nella vertenza fra Cgil e Consorzio Industriale sul futuro dei trentaquattro lavoratori della linea della plastica nell’impianto di Masangionis. Il ricorso della Cgil – Cisl e Uil avevano rinunciato dopo aver raggiunto un accordo con l’azienda – contro la selezione pubblica di venti nuovi operatori è stato bocciato dalla sezione Lavoro del Tribunale, che ha anche condannato il sindacato al pagamento delle spese processuali pari a circa 5mila euro. Due i punti fermi messi in evidenza dal Consorzio: nessuna condotta antisindacale e nessun obbligo di stabilizzare i lavoratori.

«Il tribunale ha accertato la totale infondatezza del ricorso – spiega la comunicazione dell’ente – e riconosciuto la correttezza del Consorzio e la legittimità delle selezioni bandite dall’ente. La sentenza stabilisce che il Consorzio non ha messo in atto alcuna condotta sindacale e ha altresì riconosciuto che l’accordo firmato nel 2019 fra Consorzio e sindacati non prevede alcun obbligo di stabilizzazione dei lavoratori e non dà titolo a questi ultimi per richiederla. Il ricorso ha determinato il rischio di ingenerare false illusioni nei lavoratori a questo proposito».

Ora il presidente Nando Faedda auspica «Un ritorno al dialogo per poter dare operatività agli accordi definiti dai lavoratori». L’obiettivo dichiarato dall’ente è quello di «salvaguardare gli attuali livelli occupazionali a Masangionis e, se possibile, anche aumentarli, ovviamente nel rispetto dei principi di una sana, oculata e prudente gestione economico-finanziaria».

Il giudice Salvatore Carboni ha invece respinto la richiesta del Consorzio di sanzionare la Cgil per lite temeraria e di ordinare la pubblicazione della sentenza sui quotidiani. Dal fronte sindacale, per ora, non arrivano commenti ufficiali, ma si sta valutando se presentare appello. Fra gli elementi presenti nella sentenza che non fanno perdere d’animo il sindacato, c’è il passaggio in cui il giudice scrive che l’accordo firmato nel 2019 «non prevede, nemmeno implicitamente, il divieto per il Consorzio di ricorrere a procedure di selezione per l’assunzione di ulteriore personale a tempo determinato».

Se questo da un lato sembra negare la possibilità di rimpiazzare i trentaquattro attualmente impiegati con i diciassette che saranno selezionati dalla nuova graduatoria, d’altro canto il giudice ha fermamente respinto ogni ipotesi di comportamento antisindacale, anche in considerazione del fatto che tre dei quattro firmatari (Findici, Cisl e Uil) non hanno aderito al ricorso. Ha poi stabilito che le selezioni in atto sono pienamente compatibili con l’accordo firmato nel 2019. Il timore della Cgil è che il bando serva a sostituire i 34 lavoratori attuali, il cui contratto scade nel 2024, assumendone invece di nuovi.

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