Coste e stagni sono il nuovo oro

Prende forma il Contratto di Costa: ambiente e imprese per lo sviluppo dei siti Natura 2000

ORISTANO. Il Contratto di Costa inizia a prendere forma e già chi opera nel settore dell’agricoltura e della pesca all’interno delle zone umide protette dalla convenzione Ramsar, sperano sia arrivata la volta buona di poter conciliare la tutela ambientale con i progetti di sviluppo aziendale. Nei giorni scorsi, infatti, l’aula consiliare della Provincia ha ospitato gi incontri per il processo partecipativo che segue la nascita del Contratto delle Zone Umide Marino Costiere dell’Oristanese, strumento volontario finalizzato a una gestione integrata e collettiva dei siti Natura 2000 creati per la tutela dell’incredibile patrimonio ambientale costituito dalle zone umide del territorio.

Curato dagli esperti della Fondazione Medsea, da quattro anni attiva nell’Oristanese con il Progetto Maristanis, nato per la tutela delle zone umide di importanza internazionale protette dalla Convenzione Ramsar che cingono il golfo, agli incontri hanno partecipato i rappresentanti di associazioni legate alla pesca e all’agricoltura, del Flag e dei Gal, del Centro marino internazionale, del Cnr e delle più importanti aziende del territorio. Tutti si sono detti disponibili alla collaborazione, mostrando interesse per la novità rappresentata dal Contratto ed esprimendo la speranza che possa servire a snellire molti fra i passaggi burocratici che nella frammentazione amministrativa rallentano lo sviluppo di progetti e innovazione.

«La speranza è che il Contratto di Costa possa diventare un volano di investimenti per tutto il comparto pesca e le aree costiere che in questo momento non hanno piena valorizzazione», ha detto Alessandro Porcu, direttore tecnico della Cooperativa Pescatori Sant’Andrea, da cinquant’anni attiva nello stagno di S’Ena Arrubia. «Il nuovo strumento – ha proseguito – può consentirci di superare una serie di vincoli in materia di aiuti alle imprese, in particolar modo quelle del settore ittico che stanno soffrendo i problemi legati alle calamità naturali e l’andamento delle annate di pesca fortemente influenzate dai cambiamenti climatici».

Sulla stessa linea, Andrea Liverani, imprenditore di Terralba che con il suo drone, capace di analizzare con precisione criticità e necessità delle colture, ha già portato l’innovazione nel golfo: «Durante il primo incontro abbiamo subito messo in campo le nostre idee e i bisogni delle aziende agricole. Il contratto ci mette a disposizione un grandissimo strumento, in termini economici e di semplificazione burocratica, snellendo il dialogo tra aziende e istituzioni», ha detto. Apertura e disponibilità sono venute anche dalle grandi aziende: «Il Contratto è uno strumento utile per valorizzare e promuovere il territorio, contribuendo allo sviluppo locale. Essere parte delle imprese del territorio ci permetterà di proporre percorsi e obiettivi che vanno nella direzione della tutela della natura e dello sviluppo sostenibile», ha concluso Francesca Figus, responsabile marketing dell’azienda Nieddittas.

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