Perria non uccise la moglie

Omicidio di Narbolia, i giudici lo hanno però condannato a otto anni per “istigazione al suicidio”

NARBOLIA. Brigitte Pazdernik non fu assassinata ma portata dal marito a suicidarsi. La Corte d’assise d’appello del tribunale di Cagliari ha così condannato a otto anni di carcere per istigazione aggravata al suicidio, Giovanni Perria, 79 anni, di Narbolia. Derubricando l’accusa originaria, che in primo grado aveva portato alla condanna del pensionato a 24 anni per omicidio volontario, la Corte d’ assise d’appello, riformando la sentenza (anche se non si conoscono ancora le motivazioni) ha di fatto smontato il cuore dell’impianto accusatorio della Procura di Oristano, che aveva portato Giovanni Perria al processo per omicidio premeditato. Nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale, Michele Incani, aveva chiesto invece la conferma dei 24 anni di carcere. Ieri mattina, Giovanni Perria, era in aula ed ha ascoltato in silenzio la sentenza, letta dal presidente Massimo Poddighe (a latere Alessandro Castello). I giudici gli hanno inoltre revocato la misura cautelare di obbligo di dimora a Narbolia, emessa quando, dopo la prima condanna Perria era stato messo agli arresti domiciliari. L’avvocato difensore, Antonello Spada, ha annunciato ricorso in Cassazione: «Certo, questa sentenza riduce ad un terzo la condanna di primo grado, ma vogliamo capire in che modo, secondo la Corte, il mio assistito, che si è sempre dichiarato innocente, abbia indotto la moglie a togliersi la vita», ha dichiarato il legale all’uscita dall’aula. Se però secondo la Corte d’Appello non si è trattato di un delitto premeditato, la morte di Brigitte Pazdernik resta comunque avvolta di mistero. La vicenda, che non a caso venne ribattezzata “Il giallo della scogliera”, ha inizio il 13 ottobre del 2018, quando, in riva al mare, a Su Pallosu, viene ritrovato il cadavere di una donna scalza e con indosso un pigiama. Più tardi, in obitorio, saranno i figli a riconoscere che quel cadavere appartiene 77enne di origine tedesca, scomparsa da casa tre giorni prima. L'autopsia accerterà che la donna era morta per annegamento. Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica, Ezio Domenico Basso e dal sostituto, Armando Mammone, condotte dagli agenti della squadra mobile della questura di Oristano, coordinati dal commissario Samuele Cabitzosu, si indirizzano quasi subito sull’ipotesi di un assassinio maturato in ambiente familiare. Secondo gli inquirenti, Giovanni Perria aveva ucciso la moglie durante l’ennesimo litigio per un vecchio tradimento. Quando ancora vivevano in Germania, Brigitte aveva avuto una relazione con il fratello di Salvatore, dalla quale sarebbe nata la figlia Rachele. Quella sera del 10 ottobre, mentre imperversava una bufera di pioggia e vento, l'uomo l'avrebbe tramortita durante una lite in casa e credendola senza vita, l’aveva caricata in macchina per raggiungere Torre del Pozzo e gettarla in mare e poi far rientro a casa. È una vicina a notare gli spostamenti di Perria il quale, poche ore dopo lancia l’allarme per la scomparsa della moglie. Le ricerche partono immediatamente per fermarsi al momento dell’avvistamento del cadavere che galleggia sull’acqua. «Tua madre è andata»: è la frase che, pronunciata alla figlia in quei giorni, secondo l’accusa sarebbe stata una prima ammissione da parte di Giovanni Perria, che viene sottoposto alla misura cautelare in carcere, dove si è sempre dichiarato innocente, ammettendo di aver litigato più volte con la moglie, come avviene per molte coppie, ma di non esser mai andato oltre le parole. E soprattutto, di non averla uccisa, in quella terribile notte di pioggia.

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