Il Montiferru ancora senza soldi

Cuglieri, non arrivano i fondi per alleviare i danni dell’incendio. I cittadini intanto si aggregano

CUGLIERI. Oltre 600 ettari di oliveti, circa 70mila piante in produzione, incenerite dal fuoco che ha devastato il territorio cuglieritano nel luglio scorso. È un danno economico di dimensioni difficili da quantificare, sicuramente di milioni di euro. Quello ambientale poi è impossibile da recuperare in tempi brevi. L’associazione Montiferru, nata ufficialmente lo scorso 30 settembre, presentata alla stampa, agli amministratori regionali e locali, ai cittadini del territorio ieri mattina nel Teatro dell’ex seminario pontificio regionale, si propone come elemento di congiunzione tra Regione e altri organismi locali e non per direzionare gli aiuti destinati alla ricostruzione.

L’organismo, presieduto da Pietro Paolo Arca, già capo panel e presidente della giuria del Premio Nazionale per l’olio extravergine di oliva Montiferru, ha come obiettivo primario la ripartenza, tenendo però conto delle situazioni maggiormente critiche nel settore agricolo e forestale, ambientale e socioculturale. «Ci aspetta una sfida importante e faticosa per ridare bellezza e dignità al nostro paesaggio, all’ambiente, alla tradizione agricola e soprattutto alle popolazioni che vivono nei territori del Montiferru – ha detto Arca, presentando l’associazione al pubblico davvero numeroso –. Lo dobbiamo alla nostra storia passata e al futuro che dobbiamo costruire e consegnare alle nuove generazioni».

Al tavolo, insieme a Arca, c’erano il vice presidente Vanni Cocco, titolare dell’azienda olivicola Peddio, Giorgio Zampa dell’omonima azienda agricola, Chiara Serralutzu, Giovanni Galistu e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’assessore comunale ai Lavori pubblici e alle borgate marine Giuseppe Motzo. La valle degli ulivi, che da Cuglieri degrada verso la marina di Tresnuraghes, dove si trovava il maggior numero di piante, oggi appare quasi completamente nera: un paesaggio spettrale, percorso dal fuoco in gran parte della sua estensione. Quasi l’intera produzione olearia cuglieritana proveniva da lì e dava lavoro a decine di operai stagionali. Oggi quegli operai non possono contare su alcun reddito, sono quasi tutti a casa.

Dei ristori tanto sbandierati dalla Regione, finora non è arrivato un centesimo. Il decreto Omnibus, i soldi promessi alle aziende e ai produttori sono stati bloccati dalla burocrazia e dagli emendamenti presentati dalla politica. E i tempi per chi in quegli aiuti spera per ripartire, si allungano ancora. A fare da contraltare alle lungaggini della politica, regionale e nazionale, c’è la solidarietà dei numerosi cittadini, sardi e non, che si sono mobilitati per offrire il proprio sostegno a chi in quell’incendio ha perso tutto. «Gli aiuti hanno contribuito a fronteggiare le prime difficoltà – spiega Arca –, ma per ripartire con un minimo di serenità, occorre ben altro. La nostra associazione è aperta a tutte le collaborazioni e alle buone proposte che concorreranno a coinvolgere i soggetti preposti, regionali e nazionali, per la rinascita del Montiferru. Il nostro sarà un lavoro costante che arricchiremo lungo il cammino. Un’attenzione particolare la dedicheremo ai più piccoli e alle scuole che saranno coinvolte in diverse attività di formazione. Oggi abbiamo posato la prima pietra, ma già dal prossimo fine settimana, sempre a Cuglieri, ci incontreremo in una due giorni di iniziative e convegni dall’alto valore tematico e progettuale».

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