Si è salvato meno del 20% delle piante, la raccolta è minima

CUGLIERI. «Di oltre 70mila piante di olivo se n’è salvato meno del 20 per cento, sono quelle che si trovano verso Santa Caterina di Pittinuri». A parlare è Vanni Cocco, imprenditore dell’azienda...

CUGLIERI. «Di oltre 70mila piante di olivo se n’è salvato meno del 20 per cento, sono quelle che si trovano verso Santa Caterina di Pittinuri». A parlare è Vanni Cocco, imprenditore dell’azienda Peddio, il cui frantoio è in piena attività da qualche giorno, ma i diecimila quintali di prodotto lavorati negli anni scorsi quest’anno sono ben lontani. Bisognerà attendere le piogge invernali per vedere quante e in che modo le piante colpite dal fuoco, il cui apparato radicale è stato sottoposto ad altissimo stress, vegeteranno.

Le piantine nuove messe a dimora in quest’ultimo periodo inizieranno a dare frutto non prima di cinque anni, per una produzione ottimale, invece, si dovrà attendere almeno dieci o quindici anni. Giorgio Zampa, titolare di un’azienda a carattere olivicolo, cerealicolo e zootecnico, ha subito a sua volta danni gravissimi: «Ho perso circa 500 alberi di ulivi secolari più tredici bovini di razza sarda-modicana e dieci asinelli». L’assessore Giuseppe Motzo accoglie con grande entusiasmo la nascita dell’associazione Montiferru: «Con queste professionalità di altissimo profilo avremmo un interlocutore fondamentale per l’amministrazione, funzionerà da stimolo nel percorso per raggiungere gli obiettivi». (pi.maro.)

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