Vaccino, infermiera batte algoritmo
di Michela Cuccu
Per il computer valgono 180 giorni, per l’operatrice ieri a Sa Rodia contano i sei mesi pieni. Pazienti rimandati a casa
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ORISTANO. «Non sono trascorsi sei mesi dalla seconda dose: non possiamo vaccinarvi. Ritornate un altro giorno». All’inizio c’è chi ha pensato persino ad uno scherzo, invece era tutto vero. Alcuni pazienti, anziani e fragili, ieri, dopo aver atteso pazientemente fuori dall’hub di Sa Rodia il proprio turno per la terza dose di vaccino contro il covid-19, si sono visti rimandare indietro da un’infermiera. Inutile cercare di dimostrare che loro, all’hub, erano stati convocati con un sms, dopo essersi regolarmente registrati sulla piattaforma regionale che aveva fissato la data, confermata con un “messaggino” sul telefono. Niente da fare: ligia al dovere, l’infermiera non ha voluto sentire ragioni e rimandato indietro diversi pazienti, alcuni dei quali, vivono lontani dalla città anche di parecchi chilometri. «Ho atteso per un’ora il mio turno, sotto il gazebo e per fortuna, era una bella giornata», racconta Elia Sanna, uno dei vacciandi “rimandati”. «Quando è toccato a me, l’infermiera mi ha chiesto la data della seconda inoculazione. Le ho risposto che era stata il 20 maggio e lei mi ha detto che i sei mesi non erano trascorsi e dunque, non poteva vaccinarmi». Invano Sanna ha cercato di spiegare le sue ragioni. «Inutilmente le ho fatto notare che i sei mesi sarebbero scaduti fra tre giorni. Quando sono rientrato a casa, per scrupolo ho fatto anche i conti e dato che luglio, agosto e ottobre hanno 31 giorni, ne sono trascorsi 180 dall’ultima inoculazione», racconta «Ho spiegato di non aver deciso io la data del terzo appuntamento e di esser stato convocato dall’Ats», racconta. Ed aggiunge: «Ho cercato anche di spiegare di essere un “paziente fragile” per via delle patologie di cui soffro, ma niente: è stata irremovibile. Ora, dovrò prenotare nuovamente attraverso la piattaforma, sperando che non mi fissino l’appuntamento fra due mesi». Anche altre persone sono state rimandate indietro, tutte con la stessa motivazione. «Persino una signora anziana, che si era fatta il viaggio dal paese dove abita per arrivare sino a Oristano, nonostante fosse stata regolarmente convocata, si è vista rifìutare il vaccino. Lei, la seconda dose l’aveva fatta il 19 maggio, quindi un giorno prima di me, ma non c’è stato verso: niente inoculazione – prosegue Sanna – c’è rimasta molto male, come tutti noi, del resto. Io vivo a Oristano, ma penso a chi abita lontano, costretto a fare avanti e indietro per un equivoco come questo». Una vicenda, a dir poco paradossale che sembra frutto della disorganizzazione. C’è infatti da capire come mai il metodo per il conteggio del tempo trascorso tra la seconda dose di vaccino e il richiamo utilizzato ieri all’hub di Sa Rodia fosse differente da quello di una piattaforma online collaudata che non fa nepure prenotare se non sono trascorsi sei mesi . A meno che, come spesso avviene in questi casi, si scarichi tutto sull’algoritmo impazzito che in quanto tale, non presenterà le doverose scuse agli anziani che hanno fatto la fila per niente.
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