Sa Rodia, l’attesa infinita per il tetto del palasport

Piove dentro il vecchio palazzetto: da 9 anni si attende l’inizio dei lavori Intanto c’è un’offerta per gestire il campo Tharros, ma servono i soldi del Pnrr

ORISTANO. Dopo quasi dieci anni di attesa, non ci sono ancora certezze per il rifacimento del tetto del vecchio palazzetto dello sport di Sa Rodia. Intanto, le recenti piogge hanno dimostrato che i problemi della copertura del fabbricato non appartengono alla categoria delle ferite che si risanano col passare del tempo. Anzi, anche in occasione degli allenamenti della scorsa settimana, i tecnici dell’Azzurra Basket si sono dovuti attrezzare con secchi piazzati in punti strategici e stracci per asciugare la superficie da gioco. Non bastano le copiose infiltrazioni dal tetto, nella copertura c’è anche l’amianto di cui bisogna liberarsi e i problemi sono noti all’amministrazione comunale da almeno dieci anni.

Il primo progetto da 177mila euro per la bonifica dell’amianto e il rifacimento della copertura e dei canali di gronda venne approvato a maggio 2016 ai tempi della giunta Tendas, ma la Regione a settembre ritirò i 94mila euro destinati alla bonifica perché qualcosa in Comune non era andato per il verso giusto. Ci fu poi il cambio di maggioranza a Palazzo degli Scolopi e del progetto non si seppe più nulla fin quando, a gennaio 2019, venne firmato il protocollo d’intesa fra Comune di Oristano, unione dei Comuni del Sinis e Regione per la programmazione territoriale.

L’accordo contemplava trentadue progetti per un finanziamento complessivo di 22 milioni, fra i quali si trovano anche i 200mila euro necessari per fare la nuova copertura. Il Comune aggiunse i 94 mila euro per la bonifica, ma, se i soldi a disposizione aumentano, non diminuiscono i tempi di attesa. A quasi tre anni dalla firma del protocollo d’intesa, la procedura amministrativa gestita dall’Unione dei Comuni è ancora ferma allo stadio dell’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, formalizzata da una delibera del 13 agosto.

Qui arriva l'intoppo: negli archivi del Comune di Oristano non c’è traccia del progetto originario risalente agli anni Settanta e del collaudo, perciò è necessario svolgere nuove prove di carico. L’Unione dei Comuni a fine ottobre ha affidato l’incarico alla ditta 4 Emme di Bolzano, con sede a Sestu, che di recente in città ha svolto anche le verifiche statiche sull’ex istituto Frassinetti. «Le verifiche sono in corso in questi giorni» conferma il presidente dell’Azzurra, Roberto Martani, ma sul loro esito resta l’incognita. Se tutto risulterà a posto, si potrà procedere con l’approvazione del progetto esecutivo e con l’appalto, altrimenti bisognerà rinforzare i punti critici. In ogni caso è difficile che in questa stagione sportiva vengano risolti i problemi.

Intanto, sempre sul fronte degli impianti sportivi, un primo passo è stato compiuto verso l’affidamento del campo Tharros. Ieri la commissione giudicatrice del Comune, composta dai dirigenti Maria Rimedia Chergia, Giuseppe Pinna e Alberto Soddu, ha aperto l’unica busta contenente l’offerta unitaria presentata da Tharros, Oristanese e Atletico Oristano. I controlli sulla presenza della documentazione richiesta sono andati a buon fine, dunque l’offerta è stata ammessa alla valutazione tecnica che si svolgerà nelle prossime settimane. Solo a quel punto si saprà se l’offerta, con cui le tre società si impegnano a rifare i vecchi spogliatoi e a bonificare l’amianto con un investimento di circa 150mila euro, sarà valida. L’operazione andrà poi in porto, solo se il Comune riceverà il finanziamento da 750mila euro del Pnrr, da utilizzare in parte per installare un manto di gioco in sintetico. Se non dovesse accadere, potrebbe restare in pista solo la Tharros, che però chiederebbe al Comune di farsi carico di parte delle spese di manutenzione, stimate in almeno 50mila euro all'anno.

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