Ad Ales una casa per 700mila api
di Ivana Fulghesu
L’iniziativa della start up e-Saltus in occasione della Giornata dell’albero
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ALES. Alberi e api per contrastare la crisi ambientale e climatica. Questa mattina in occasione della Giornata nazionale dell’albero, grazie a un’importante iniziativa organizzata da e-Saltus, una start up che promuove la saggezza contadina in digitale, sarà possibile adottare e mettere a dimora un albero, così come si potrà adottare un alveare e salvare 10mila api. L’appuntamento è nella sede sociale della società, ad Ales, dove ci si confronterà sul tema della lotta alla CO2 e, in particolare, su come compensare l’impatto individuale.
Si parlerà, anche, di biodiversità con la presentazione di antichi alberi da frutto del territorio, tra le tante varietà di pero, meli, pruni e ulivi. Per ogni pianta adottata verrà creato e assegnato il codice QR e, dopo che l’adottante avrà personalmente messo a dimora il proprio albero, potrà seguirlo nel tempo e in futuro percepire parte dei frutti.
Protagoniste di questa iniziativa sono, naturalmente, le api che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della biodiversità e nella conservazione della natura e sono anche capaci di fungere da antenna di rilevamento dell’inquinamento. Sono ottimi bioindicatori, in grado di fornire informazioni sullo stato di salute dell’ambiente. Il dato decisamente preoccupante è che il 40 per cento rischia l’estinzione, minacciato dall’agricoltura industriale, dall’abuso di pesticidi, da parassiti e da nuovi virus.
Sono tanti i progetti per salvare le api. Oggi sarà presentato UrBeehome, un progetto di oasi urbana per le api. «Sa domu de s’abi si adatta a qualsiasi contesto, non solo quello delle grandi città, ma anche dei nostri piccoli centri rurali», spiega Luigi Manias stimato apicoltore e fondatore della e-Saltus. La casa delle api è un contenitore realizzato, in ottica verde, con materiali naturali e senza copertura per favorire la libera circolazione delle api. All’interno del contenitore sono posizionate otto arnie che saranno abitate da circa 700mila api. Tre pareti sono costituite da un sistema a giardino verticale che permette di ospitare circa 200 piante di erbe aromatiche e fiori colorati che creano un habitat naturale per le stesse api. «La caratteristica fondamentale è che questa casa urbana funziona in autonomia, non ha bisogno di acqua e di corrente – osserva Manias –. Il fabbisogno idrico è garantito da un sistema di reti che catturano la rugiada notturna che viene poi convogliata in una piccola riserva idrica interrata; infine l’acqua viene immessa nella rete di irrigazione». La casa è aperta al pubblico, si può vedere il lavoro quotidiano delle api e si possono realizzare momenti di didattica.
Si parlerà, anche, di biodiversità con la presentazione di antichi alberi da frutto del territorio, tra le tante varietà di pero, meli, pruni e ulivi. Per ogni pianta adottata verrà creato e assegnato il codice QR e, dopo che l’adottante avrà personalmente messo a dimora il proprio albero, potrà seguirlo nel tempo e in futuro percepire parte dei frutti.
Protagoniste di questa iniziativa sono, naturalmente, le api che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della biodiversità e nella conservazione della natura e sono anche capaci di fungere da antenna di rilevamento dell’inquinamento. Sono ottimi bioindicatori, in grado di fornire informazioni sullo stato di salute dell’ambiente. Il dato decisamente preoccupante è che il 40 per cento rischia l’estinzione, minacciato dall’agricoltura industriale, dall’abuso di pesticidi, da parassiti e da nuovi virus.
Sono tanti i progetti per salvare le api. Oggi sarà presentato UrBeehome, un progetto di oasi urbana per le api. «Sa domu de s’abi si adatta a qualsiasi contesto, non solo quello delle grandi città, ma anche dei nostri piccoli centri rurali», spiega Luigi Manias stimato apicoltore e fondatore della e-Saltus. La casa delle api è un contenitore realizzato, in ottica verde, con materiali naturali e senza copertura per favorire la libera circolazione delle api. All’interno del contenitore sono posizionate otto arnie che saranno abitate da circa 700mila api. Tre pareti sono costituite da un sistema a giardino verticale che permette di ospitare circa 200 piante di erbe aromatiche e fiori colorati che creano un habitat naturale per le stesse api. «La caratteristica fondamentale è che questa casa urbana funziona in autonomia, non ha bisogno di acqua e di corrente – osserva Manias –. Il fabbisogno idrico è garantito da un sistema di reti che catturano la rugiada notturna che viene poi convogliata in una piccola riserva idrica interrata; infine l’acqua viene immessa nella rete di irrigazione». La casa è aperta al pubblico, si può vedere il lavoro quotidiano delle api e si possono realizzare momenti di didattica.
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