Il Consorzio evita la stangata al Tar

All’ente industriale la causa da 800mila euro contro una catena di abbigliamento

ORISTANO. Il Consorzio Industriale ha scampato un bel pericolo. Un pericolo quantificabile in poco meno di 800mila euro. Questa è la cifra che l’ente che gestisce la zona industriale di Oristano e Santa Giusta rischiava di dover rimborsare a una società immobiliare per un contenzioso riguardante la realizzazione di una struttura commerciale in via del Porto, che oggi ospita il negozio di una catena specializzata nell’abbigliamento.

La sentenza del Tar di Cagliari (presidente Dante D’Alessio, consigliere Antonio Plaisant ed estensore Gianluca Rovelli) ha però respinto il ricorso presentato dalla società immobiliare, allontanando il pericolo dai bilanci dell’ente consortile, in attesa di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato. L’esito non era per nulla scontato, gli stessi giudici hanno deciso di compensare le spese giudiziarie «vista l’assoluta novità e complessità della vicenda». L’oggetto del contendere riguardava gli oneri imposti dal Consorzio per il cambio di destinazione d’uso, da industriale a commerciale, del lotto che, prima di essere demolito e ricostruito, ospitava un’officina e una concessionaria d’auto.

La ditta, difesa dagli avvocati Maurizio Borea e Giuseppe Gentile Poli, contestava il tributo, quantificato raddoppiando il valore di vendita al metro quadro delle aree industriali per equipararlo a quello delle aree commerciali. I giudici hanno però accolto le tesi dei legali dell’ente, Mauro Barberio e Stefano Porcu, spiegando che l’onere serve a evitare speculazioni, dato che le aree industriali costano meno di quelle commerciali, ed è giustificato dalla natura industriale del Consorzio. (dav.pi.)

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