Piscina, il gestore saluta e incassa

Risoluzione consensuale del contratto tra Acquasport e Comune che pagherà 140mila euro

ORISTANO. Una separazione consensuale, ma comunque parecchio costosa per i cittadini. Il Comune e il raggruppamento formato dalle ditte Acquasport e Pellegrini Costruzioni hanno raggiunto l’accordo per la risoluzione del contratto di gestione della piscina comunale, chiusa sin dall’inizio della pandemia salvo una brevissima riapertura lo scorso autunno. Il contratto, se tutto fosse andato per il verso giusto, sarebbe dovuto proseguire sino al 2046, ma ora ci si ritrova con la piscina chiusa e una nuova gara d’appalto da imbastire.

E, come capita per le coppie che pongono fine al loro matrimonio, ci sono da pagare i conti rimasti in sospeso: a rimetterci saranno le casse del Comune, che dovrà sborsare 140mila euro. «Come prevedono le norme del codice civile – spiegano da Palazzo degli Scolopi –, il recesso avviene riconoscendo al concessionario il diritto al rimborso pari al valore delle opere realizzate, al netto degli ammortamenti e di tutte le ulteriori spese e crediti nei confronti del Comune».

Insomma, si tratterebbe di cifre dovute, ma che sono comunque destinate ad alimentare le polemiche, dato che da mesi i cittadini non possono usufruire del servizio pubblico. Poteva andare anche peggio, ma 100mila euro sono stati detratti per i debiti maturati dal raggruppamento nei confronti del Comune. «Per la ristrutturazione del complesso, il concessionario ha contribuito con 240mila euro a fronte di un investimento complessivo di 1 milione e 600mila euro. Sottraendo ammortamenti e altre spese e crediti vantati dall’ente locale, si è arrivati alla somma di 140mila euro».

Non siamo troppo lontani dalle cifre che il gestore chiedeva al Comune per riaprire la struttura a settembre, quando, in tutte le città della Sardegna tranne che a Oristano, è ripartita l’attività nelle piscine coperte. «Con la crisi pandemica e la chiusura delle strutture sportive – spiega l’assessora allo Sport Maria Bonaria Zedda – si sono creati gravi problemi nell’equilibrio economico e finanziario della concessione. Per questo il concessionario chiese un riequilibrio, prima per 285mila euro e poi per 210mila, a carico del Comune. L’accordo non è stato raggiunto e il gestore ha proposto la risoluzione in via consensuale del contratto. Dopo analisi approfondite si è convenuto che questa fosse l’unica soluzione, insieme alla ricerca di un nuovo gestore».

Il Comune ha dovuto reperire le risorse con una prelievo dal fondo di riserva ordinario per 100mila euro e una variazione di bilancio per 50mila euro, che dovrà essere approvata dal consiglio comunale entro dicembre. Passaggio politico delicato, visto che già in passato qualcuno in maggioranza aveva contestato lo stanziamento di risorse per l’impermeabilizzazione del tetto della piscina, che, secondo il capitolato, rientrava fra gli obblighi del concessionario.

A proposito di concessionari, ora si apre la caccia al nuovo e non sarà per nulla facile. «La risoluzione era l’atto preliminare indispensabile – spiegano il sindaco Lutzu e l’assessora Zedda –. Mentre si predispone la nuova gara d’appalto, abbiamo dato mandato al dirigente comunale di attivarsi per riaprire l’impianto e dare una risposta veloce ai cittadini, di cui comprendiamo le legittime aspettative». «Abbiamo contattato i gestori di altre piscine – precisa l’assessora –. In questi giorni sono arrivate le loro risposte e le valuteremo». I primi sondaggi, però, non sarebbero andati a buon fine: i costi di gestione della piscina ammontano ad almeno 15mila euro mensili e nessuno sembra disposto a tappare il buco in attesa di una gara d’appalto, a meno che i soldi non ce li metta il Comune, che però quelle risorse non le ha.

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