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cronaca

Spese allegre del Gal: quattro condanne

Nove anni all’ex presidente Antonello Solinas. Oltre tre anni alla moglie, al responsabile finanziario e a un consulente


08 dicembre 2021 di Enrico Carta


ORISTANO. Finisce con quattro condanne e un’assoluzione. Il processo di primo grado per gli ammanchi al Gal si chiude con la confisca di 138mila euro e altrettanti soldi da rifondere come risarcimento parziale del danno. Il totale lo si conoscerà solo al termine del procedimento civile. In mezzo ci sono anche molte prescrizioni per i quasi cento capi di accusa e altri reati che invece non sono stati commessi.

L’ex presidente. L’accusa ha retto a quattro anni di udienze, solida in quasi tutte le sue parti. Il primo capitolo giudiziario – restano l’appello e la Cassazione che appaiono scontati – per le spese allegre del Gal Terre Shardana si porta dietro la condanna dell’uomo di punta della società, il geometra Antonello Solinas che fu presidente dal 2007 sino al fallimento e che, allo stato attuale ha da scontare nove anni e due mesi. Ha però tempo per presentare appello e andare in secondo grado a Cagliari, per giocarsi quelle carte che il tribunale di Oristano non ha ritenuto sufficienti per l’assoluzione.

Gli altri imputati. Il collegio presieduto dalla giudice Carla Altieri, a latere Federica Fulgheri e Marco Mascia, ha poi condannato Monica Deias, moglie di Antonello Solinas, a tre anni e sei mesi – il pubblico ministero ne aveva richiesto uno in più; l’ex responsabile finanziario della società, Maurizio Cucchiara, a tre anni e due mesi, mentre l’accusa aveva sollecitato per lui sei anni; infine il consulente esterno Valentino Brunzu a tre anni e un mese, per il quale la richiesta era stata di tre anni. L’unica a uscire indenne dal processo durato quattro anni – quasi altrettanti ne ha occupato l’indagine portava avanti dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato – è stata Tiziana Tirelli, operatrice turistica che per il Gal aveva organizzato una serie di eventi e su cui pendeva una richiesta di condanna di tre anni.

L’inizio della vicenda. L’inchiesta parte quasi in sordina. Inizialmente il caso fa il suo ingresso nelle aule giudiziarie quando alcune dipendenti – una di loro si è costituita parte civile al processo penale assistita dall’avvocatessa Romina Marongiu – fanno causa di lavoro. Poi c’è una denuncia per violenza privata contro i metodi bruschi che Solinas avrebbe usato contro la dipendente per imporle una strada da seguire nella rendicontazione e nelle richieste di rimborso da inoltrare alla Regione. A quel punto però il giocattolo che aveva ottenuto 450mila euro di finanziamenti pubblici è andato irreparabilmente in frantumi.

I conti non tornano. La verità dietro i bilanci del Gal, secondo quanto ricostruito nella requisitoria dal pubblico ministero Armando Mammone, si è rivelata quando la Regione ha smesso di rimborsare spese ritenute ingiustificabili. La società a quel punto finisce gambe all’aria e l’analisi dei bilanci servirà poi per formare l’accusa: si ritiene che gran parte delle spese era stata fatta per uso personale. Ad Antonello Solinas, che doveva rispondere di una sessantina di capi d’imputazione per peculato, venivano contestati rimborsi chilometrici per trasferte inesistenti; spese per acquisto di generi alimentari tra cui i famosi 800 chili di formaggio casizolu; pranzi e cene in pizzerie e ristoranti spacciati come incontri di rappresentanza con invitati che nulla avevano a che fare con l’attività societaria. In tutto avrebbe usato 114mila euro. Di ciò avrebbe approfittato, per 16mila euro, la moglie Monica Deias che spesso si univa ai viaggi e alle cene pur non avendo incarichi ufficiali, mentre Maurizio Cucchiara avrebbe a sua volta usato il ruolo nel Gal per pagare 5mila euro un lavoro mai effettuato. Valentino Brunzu, che riceveva gli incarichi da responsabile della sicurezza, avrebbe infine incassato 3mila euro non dovuti.

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