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Oristano

Nuova piazza Ungheria, addio alle auto private

di Davide Pinna
Nuova piazza Ungheria, addio alle auto private

I parcheggi saranno recuperati al centro intermodale, ma saranno a pagamento La porta d’ingresso alla città presto cambierà volto. Cinque mesi di lavori

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ORISTANO. Se è vero che le prime impressioni contano, non si può dire che Oristano si sia presentata troppo bene negli ultimi anni a chi arrivava in città in treno. Disordinata e decadente, piazza Ungheria non è mai stata un granché come porta d'ingresso della città e del territorio. Le cose stanno per cambiare, anche se non mancano le preoccupazioni legate alle ricadute sulla quotidianità degli oristanesi. In ogni caso, tutto è pronto e manca solo la gara d'appalto. Nei giorni scorsi la giunta dell'Unione dei comuni del Sinis ha approvato il progetto esecutivo da 620 mila euro per la riqualificazione di piazza Ungheria. Un passo in avanti che fa seguito a quelli già compiuti dal Comune di Oristano, partner dell'Unione dei comuni nel programma da 23 milioni intitolato “Viaggio nella terra dei Giganti”. Il filo logico si vede chiaramente: in una prospettiva di sviluppo legata al turismo di qualità, l'unica stazione ferroviaria che serve il bacino composto da Oristano e dai paesi del Sinis è un punto di snodo importantissimo. Tutto cominciò nel 2019, quando il sindaco Andrea Lutzu firmò con Rete Ferroviaria Italiana un accordo di programma che, fra le altre cose, prevedeva l'impegno del Comune a svolgere i lavori sulla piazza. Era solo l'ultimo di una serie di interventi da parte del Comune nell'area, fortemente interessata dai lavori di Oristano Est e dove si concluderà nei prossimi mesi anche il cantiere del centro intermodale, che permetterà un facile scambio fra trasporti su gomma pubblici e privati e treni. Le procedure andarono avanti con un obiettivo dichiarato da parte dell'amministrazione comunale: «Questi interventi consentiranno alla città di compiere un deciso passo avanti nella mobilità integrata trasformando piazza Ungheria in un punto di riferimento unico per gli spostamenti in uscita e in entrata nella città e verso l’interno della stessa cerchia urbana» affermava Lutzu. L'elemento che salta all'occhio è che spariranno quasi tutti i parcheggi destinati ai mezzi privati. Ad oggi sono una sessantina e sono in genere insufficienti, dato che spesso chi deve prendere il treno parcheggia nelle vicine via Nuoro e via Meucci. Saranno rimpiazzati dai 56 stalli realizzati nel centro intermodale di prossima apertura, collegato alla stazione da un sottopasso. Ma il centro intermodale si trova oltre la ferrovia e per raggiungerlo in macchina bisogna allungare il tragitto, senza contare il fatto che potrebbero essere previste delle tariffe per l'utilizzo degli stalli. Insomma, è facile prevedere che a qualcuno la scelta non piacerà più di tanto. D'altra parte, l'obiettivo è proprio quello di favorire altre forme di trasporto e mobilità e un nuovo modo di vivere la piazza. «Il concept è quello di ottenere un ampio spazio che assolva le sue funzioni pratiche, ma sia prima di tutto una attrezzatura urbana configurata come spazio vitale che induca alla sosta, al riposo, alla contemplazione e sia guida di accesso alla stazione ferroviaria o accoglienza dei viaggiatori» scrivono i progettisti Elena Cenami, Piersimone Simonetti, Sergio Ticca, Fabiana Ledda e Paolo Russo. Al centro della piazza un'area pedonale ombreggiata da esemplari di ficus e circondata dagli stalli per la sosta breve e per i mezzi pubblici. Non solo autobus, ma anche taxi e car sharing, mentre il traffico privato transiterà sul lato Ovest e sarà garantito l'accesso ai parcheggi dei palazzi. Previsti anche spazi dedicati alle biciclette, private o bike sharing. Dopo la gara d'appalto, non ci sarà molto da attendere: per completare i lavori serviranno 150 giorni, poco meno di cinque mesi.

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