Torangius, nuova vita per il campo San Paolo
La palla da tonda diventa ovale. Ristrutturata dopo l’incendio la club-house E il Rugby Oristano, che lo gestirà per venti anni, vede crescere i suoi allievi
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ORISTANO. È pronto a cominciare la sua seconda vita, dopo anni di abbandono e l'incendio doloso dell'estate 2020, il campo San Paolo di Torangius.
Cambia la forma del pallone, che da tondo diventa ovale ma non l'obiettivo.
«Ridare vita a un impianto sportivo che per anni è stato un patrimonio di tutto il quartiere e della città» spiega il presidente del Rugby Oristano, Jean Louis Manca.
Dopo la chiusura della San Paolo, la più importante squadra di calcio giovanile di Oristano, cominciò per la struttura l'abbandono, culminato a giugno del 2020 con un incendio doloso che devastò i locali della vecchia clubhouse e che avrebbe potuto spezzare sul nascere ogni speranza.
A distanza di due anni, però, il Rugby Oristano ha quasi terminato i lavori di risistemazione.
«Ci siamo ripresi grazie ad una grandissima ondata di solidarietà – racconta Manca – il primo ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito attraverso il crowdfunding lanciato da Luca Piana dopo l'incendio. Non possiamo dimenticare poi tutto il mondo della palla ovale, sardo e italiano, in particolare la Federazione Italiana Rugby e il presidente del comitato sardo Gianni Atzori. Abbiamo ricevuto donazioni di attrezzatura dalla Barbagia Rugby di Orani e dal Rotaract Club di Oristano.
Negli ultimi mesi la Cooperativa Sacro Cuore di Oristano ci ha supportato nell'installazione dei pali e un ringraziamento deve andare anche all'amministrazione comunale di Villanova Truschedu che ci ha dato una casa dove giocare le partite del campionato quando eravamo senza. E ora ovviamente vogliamo ringraziare anche il parroco di San Paolo don Matteo Ortu e il suo predecessore, don Gianni Pippia».
Proprio don Matteo, giovane sacerdote di 33 anni, rimarca l'importanza del progetto.
«Le occasioni di aggregazione sono un arricchimento per chi vive il quartiere, soprattutto quando vengono promosse da chi porta valori sportivi. È un'ottima opportunità per i giovani e qui ce n'è bisogno».
Oltre all'incendio, le cose sono state complicate anche dal Covid.
«Gli allenamenti non si sono quasi mai fermati, ma per un anno abbiamo dovuto rinunciare a uno dei fondamentali di questo sport: il placcaggio».
Ora, con la gran parte dei lavori di riqualificazione della struttura sportiva terminati, il Rugby Oristano punta a crescere nella sua nuova casa, grazie a un accordo con la parrocchia per la gestione del campo San Paolo per i prossimi vent'anni.
«Speriamo di coinvolgere sempre più giovani, soprattutto a Torangius e di contagiarli con la passione per i valori di questo sport. Gli allenamenti si svolgono il lunedì, il mercoledì e il venerdì: alle 18 per i più piccoli e alle 19 per i ragazzi più grandi e gli adulti. In programma c'è anche la creazione di una squadra per over 40 e di una dedicata al touch rugby».
Intanto non mancano le soddisfazioni sportive, con due ragazzi cresciuti nelle fila biancorosse, Matteo Biccu e Giacomo Mascia, convocati nel campionato nazionale di serie B con la maglia del Capoterra.
Cambia la forma del pallone, che da tondo diventa ovale ma non l'obiettivo.
«Ridare vita a un impianto sportivo che per anni è stato un patrimonio di tutto il quartiere e della città» spiega il presidente del Rugby Oristano, Jean Louis Manca.
Dopo la chiusura della San Paolo, la più importante squadra di calcio giovanile di Oristano, cominciò per la struttura l'abbandono, culminato a giugno del 2020 con un incendio doloso che devastò i locali della vecchia clubhouse e che avrebbe potuto spezzare sul nascere ogni speranza.
A distanza di due anni, però, il Rugby Oristano ha quasi terminato i lavori di risistemazione.
«Ci siamo ripresi grazie ad una grandissima ondata di solidarietà – racconta Manca – il primo ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito attraverso il crowdfunding lanciato da Luca Piana dopo l'incendio. Non possiamo dimenticare poi tutto il mondo della palla ovale, sardo e italiano, in particolare la Federazione Italiana Rugby e il presidente del comitato sardo Gianni Atzori. Abbiamo ricevuto donazioni di attrezzatura dalla Barbagia Rugby di Orani e dal Rotaract Club di Oristano.
Negli ultimi mesi la Cooperativa Sacro Cuore di Oristano ci ha supportato nell'installazione dei pali e un ringraziamento deve andare anche all'amministrazione comunale di Villanova Truschedu che ci ha dato una casa dove giocare le partite del campionato quando eravamo senza. E ora ovviamente vogliamo ringraziare anche il parroco di San Paolo don Matteo Ortu e il suo predecessore, don Gianni Pippia».
Proprio don Matteo, giovane sacerdote di 33 anni, rimarca l'importanza del progetto.
«Le occasioni di aggregazione sono un arricchimento per chi vive il quartiere, soprattutto quando vengono promosse da chi porta valori sportivi. È un'ottima opportunità per i giovani e qui ce n'è bisogno».
Oltre all'incendio, le cose sono state complicate anche dal Covid.
«Gli allenamenti non si sono quasi mai fermati, ma per un anno abbiamo dovuto rinunciare a uno dei fondamentali di questo sport: il placcaggio».
Ora, con la gran parte dei lavori di riqualificazione della struttura sportiva terminati, il Rugby Oristano punta a crescere nella sua nuova casa, grazie a un accordo con la parrocchia per la gestione del campo San Paolo per i prossimi vent'anni.
«Speriamo di coinvolgere sempre più giovani, soprattutto a Torangius e di contagiarli con la passione per i valori di questo sport. Gli allenamenti si svolgono il lunedì, il mercoledì e il venerdì: alle 18 per i più piccoli e alle 19 per i ragazzi più grandi e gli adulti. In programma c'è anche la creazione di una squadra per over 40 e di una dedicata al touch rugby».
Intanto non mancano le soddisfazioni sportive, con due ragazzi cresciuti nelle fila biancorosse, Matteo Biccu e Giacomo Mascia, convocati nel campionato nazionale di serie B con la maglia del Capoterra.
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