L’Ats sanziona il medico a Sulis inflitta la censura
di Michela Cuccu
La commissione di disciplina ritiene il sindacalista responsabile di gravi fatti Inutile la solidarietà dei colleghi. L’Ordine aprirà una inchiesta ma a sua difesa
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ORISTANO. Il verdetto per il medico sindacalista Giampiero Sulis è arrivata: censura. L’Ufficio per i provvedimenti disciplinari, più conosciuto come Commissione disciplina, presieduto dal dirigente infermieristico Salvatore Pretta, ha deciso per una sanzione non grave, perché oltre al richiamo scritto non prevede altro. Una sanzione comunque pesante per chi come il dottor Sulis, oltre ad essere un dirigente medico svolge il delicato ruolo di tutelare i lavoratori. Al medico la Commissione attribuisce «una condotta non conforme ai principi di correttezza verso i componenti della direzione aziendale», si legge nel provvedimento inviato anche al dipartimento Risorse umane dell’Ats.
Il 20 giugno scorso, su “La Nuova Sardegna”, Giampiero Sulis, stimato dirigente medico radiologo all’ospedale San Martino e delegato sindacale Cimo, aveva denunciato, come già aveva fatto nei mesi precedenti la carenza di dispositivi sanitari negli ospedali della Assl. Il medico aveva infatti riferito mancanza di guanti al San Martino e di calzari al reparto Covid di Ghilarza. Circostanza confermata dalla foto di un operatore sanitario che al posto dei calzari indossava buste di plastica. Le dichiarazioni riguardanti Ghilarza, avevano scatenano la reazione del direttore sanitario degli ospedali, il dottor Sergio Pili che aveva avviato un’indagine interna. L’interpello dei diversi medici e infermieri del reparto aveva portato a negare l’assenza di calzari. A questo punto, lo stesso Pili aveva deciso di deferire Sulis alla Commissione disciplina, davanti alla quale, il medico sindacalista aveva ribadito la fondatezza della sua denuncia ma anche chiarito di non aver scattato lui quella foto, non essendo entrato all’ospedale di Ghilarza. Secondo le accuse del direttore sanitario invece «la fotografia è stata realizzata con dolosa premeditazione di diffamare e recare danno all'Azienda impiegando oggetti (le buste) abusivamente introdotti nell'ambiente di lavoro per realizzarvi l'immagine diffusa poi all'esterno», così scriveva Pili nella nota inviata il 9 luglio scorso all’Ufficio provvedimenti disciplinari. Da subito Sulis aveva incassato manifestazioni di solidarietà. In sua difesa si erano schierati sindacati e rappresentanti della politica locale. Lo stesso Ordine dei Medici era intervenuto, criticando aspramente le scelte del direttore sanitario. Solidarietà culminata con la manifestazione indetta dal Comitato per il diritto alla salute che si era tenuta il 25 ottobre di fronte all’ospedale, ed alla quale avevano partecipato anche i comitati del Nuorese. Per la commissione disciplina, Sulis avrebbe svolto il suo ruolo di sindacalista «in maniera superficiale per non aver verificato la veridicità dei fatti», si legge in un passaggio destinato a sollevare qualche perplessità e non solo da parte dei sindacati.
Il primo commento arriva però dal presidente dell’Ordine dei Medici, Antonio Sulis.
«Abbiamo incaricato i nostri legali di esaminare gli atti della vicenda. Vogliamo capire se il direttore sanitario, che in sei mesi ha deferito alla commissione due medici, abbia agito nella legittimità, considerato che nella commissione disciplinare non c'era neanche un medico, ma infermieri e amministrativi».
Il 20 giugno scorso, su “La Nuova Sardegna”, Giampiero Sulis, stimato dirigente medico radiologo all’ospedale San Martino e delegato sindacale Cimo, aveva denunciato, come già aveva fatto nei mesi precedenti la carenza di dispositivi sanitari negli ospedali della Assl. Il medico aveva infatti riferito mancanza di guanti al San Martino e di calzari al reparto Covid di Ghilarza. Circostanza confermata dalla foto di un operatore sanitario che al posto dei calzari indossava buste di plastica. Le dichiarazioni riguardanti Ghilarza, avevano scatenano la reazione del direttore sanitario degli ospedali, il dottor Sergio Pili che aveva avviato un’indagine interna. L’interpello dei diversi medici e infermieri del reparto aveva portato a negare l’assenza di calzari. A questo punto, lo stesso Pili aveva deciso di deferire Sulis alla Commissione disciplina, davanti alla quale, il medico sindacalista aveva ribadito la fondatezza della sua denuncia ma anche chiarito di non aver scattato lui quella foto, non essendo entrato all’ospedale di Ghilarza. Secondo le accuse del direttore sanitario invece «la fotografia è stata realizzata con dolosa premeditazione di diffamare e recare danno all'Azienda impiegando oggetti (le buste) abusivamente introdotti nell'ambiente di lavoro per realizzarvi l'immagine diffusa poi all'esterno», così scriveva Pili nella nota inviata il 9 luglio scorso all’Ufficio provvedimenti disciplinari. Da subito Sulis aveva incassato manifestazioni di solidarietà. In sua difesa si erano schierati sindacati e rappresentanti della politica locale. Lo stesso Ordine dei Medici era intervenuto, criticando aspramente le scelte del direttore sanitario. Solidarietà culminata con la manifestazione indetta dal Comitato per il diritto alla salute che si era tenuta il 25 ottobre di fronte all’ospedale, ed alla quale avevano partecipato anche i comitati del Nuorese. Per la commissione disciplina, Sulis avrebbe svolto il suo ruolo di sindacalista «in maniera superficiale per non aver verificato la veridicità dei fatti», si legge in un passaggio destinato a sollevare qualche perplessità e non solo da parte dei sindacati.
Il primo commento arriva però dal presidente dell’Ordine dei Medici, Antonio Sulis.
«Abbiamo incaricato i nostri legali di esaminare gli atti della vicenda. Vogliamo capire se il direttore sanitario, che in sei mesi ha deferito alla commissione due medici, abbia agito nella legittimità, considerato che nella commissione disciplinare non c'era neanche un medico, ma infermieri e amministrativi».
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