Risarcirà la compagna accoltellata

Il 17enne la aggredì all’ingresso dell’istituto Othoca, pagherà 110mila euro

ORISTANO. Per i giudici non era colpevole. Non poteva esserlo nonostante fosse lui ad aver ferito con alcune coltellate la compagna di scuola proprio pochi istanti prima che la campanella d’ingresso suonasse il 31 maggio del 2014. Una perizia l’aveva dichiarato immaturo e quindi non poteva arrivare la sentenza di condanna, nonostante nessun dubbio ci fosse sull’autore di quel gesto. Sette anni dopo un altro giudice, quello della sezione civile, ha stabilito che un risarcimento ci dovrà comunque essere. A pagarlo, per una cifra di 110mila euro, saranno i genitori del ragazzo, allora minorenne, che all’ingresso di scuola ferì con un coltello a serramanico una compagna di istituto.

Accadde tutto davanti ai cancelli dell’Othoca, dove per mesi il diciassettenne di un paese del Marghine, che frequentava le superiori a Oristano, aveva tentato di far innamorare una compagna di istituto di un anno più piccola, residente in un piccolo centro della Marmilla. Si era invaghito di lei, ma il sentimento non era corrisposto. A lungo il ragazzo aveva tentato di attirare le attenzioni della ragazzina, che però lo aveva sempre respinto non dando comunque troppo peso alle insistenze e non pensando che tutto ciò potesse sfociare in un episodio di simile violenza.

Invece fu proprio quello che accadde in un giorno in cui ormai l’anno scolastico volgeva al termine. La ragazza fu colpita all’addome e fu necessario un intervento chirurgico per limitare gli effetti delle ferite che, fortunatamente, non furono devastanti come potevano essere. Per lui arrivò l’accusa di tentato omicidio, poi il processo dove però la carta giocata dalla difesa risultò vincente. L’avvocato Gianfranco Siuni chiese la perizia che certificò che l’adolescente era immaturo – non incapace di intendere e volere – e che quel gesto era figlio della sua incapacità di gestire la situazione. Arrivò l’assoluzione, ma la chiusura del capitolo penale non impedì invece alla famiglia della vittima di procedere in sede civile, dove l’avvocato Raffaele Miscali ha chiesto il risarcimento del danno. Alla fine il giudice l’ha quantificato in 110mila euro, considerando non solo la gravità delle ferite e i tempi per la guarigione, ma anche tutte le ricadute psicologiche che la giovane ha dovuto affrontare da quel momento. (e. carta)

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