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Oristano

Cinque euro l’ora una paga da fame per una intera giornata

Cinque euro l’ora una paga da fame per una intera giornata

ORISTANO. Chi ha potuto leggere le testimonianze dei giovani lavoratori nei campi delle aziende agricole coinvolte, ha scoperto una realtà, da sempre sotto traccia: l’assunzione veniva fatta, per non...

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ORISTANO. Chi ha potuto leggere le testimonianze dei giovani lavoratori nei campi delle aziende agricole coinvolte, ha scoperto una realtà, da sempre sotto traccia: l’assunzione veniva fatta, per non incappare nei primi controlli, ma poi le ore lavorate non corrispondevano a quelle presenti in busta e pagate. E così bisogna prima fare il conto di quanto è la paga minima di un bracciante, circa dieci euro lordi all’ora, e poi vedere cosa questa paga è diventata. Secondo le persone informate sul caso, qui la media reale di retribuzione era di 4, o 5 euro lordi l’ora. Come fare a dimezzare la retribuzione oraria?

Semplice, raddoppiando le ore lavorate, che diventavano almeno dodici per arrivare, in molti casi, a quattordici o a sedici ore al giorno, pagate come se il povero giovane ne avesse lavorato otto. Per chi conosce questa realtà e monitora il lavoro nei campi (e l’attività silenziosa degli Ispettorati provinciali del lavoro non è mai cassata) una quota di lavoro in nero, o irregolare viene spesso messa nel conto. È la stessa attività che favorisce l’uso irregolare di manodopera. Un fenomeno diffusissimo in altre aree del paese, dalla Puglia all’Emilia, ma che da noi, nonostante i tanti controlli e le sanzioni comminate, rimane quasi in secondo piano. «Un tempo anche in Sardegna c’erano i rumeni o gli albanesi, più che gli immigrati provenienti dall’Africa a lavorare nei campi senza contratto. Adesso assistiamo all’arrivo massiccio di manodopera locale, soprattutto giovanile».

Ragazzi che lavorano, se tutto va bene, per 5 euro l’ora.

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