«Passo avanti ma progetto monco»

L’ex sindaco: inspiegabile scelta della Regione di dimezzare le buche del campo da golf a Torregrande

ORISTANO. È un passo avanti importante, ma non è quello che l’ex sindaco Guido Tendas si aspettava. Come dire: «Meglio di nulla, però resta il rammarico. Il progetto che Oristano voleva, e l’ha dimostrato col voto unanime del consiglio comunale, aveva ben altre dimensioni e avrebbe garantito un ritorno economico di altra portata rispetto a questo che la Regione ha approvato. Diciamo che per ora ci si può accontentare, con la speranza che si possa tornare alle dimensioni originarie dell’investimento».

Si parla di Ivi, di turismo, di pineta, di edilizia residenziale e di Torregrande. Qualche giorno fa la Regione ha dichiarato conclusa positivamente tutta la trafila burocratica legata alla Valutazione di impatto ambientale del progetto che, però, prevede un ridimensionamento del campo da golf, passato da 18 a 9 buche. Restano alberghi e case per le vacanze sul golfo di Oristano, all’interno della pineta, ma il dimezzamento delle dimensioni del campo da golf non viene accolto positivamente da Guido Tendas: «I passi decisivi furono fatti proprio quando ero sindaco e lo schema progettuale fu accolto da tutto il Consiglio all’unanimità. Nonostante fossero all’opposizione della nostra giunta, gli stessi Andrea Lutzu e Salvatore Ledda che, precedentemente erano vicesindaco e assessore all’Urbanistica quando fu approvato il Puc, votarono favorevolmente alla nostra proposta di spostare le volumetrie nella zona dove un tempo si trovava l’insediamento industriale della Ivi. Ricordo bene anche l’ultima conferenza di servizi, quando nessun ente di quelli che vi parteciparono, compresa la Forestale, ebbe da obiettare sulla dimensione del campo da golf. Poi è successo qualcosa ed eccoci qui, con un campo da nove buche anziché da diciotto. Il passo indietro non è di poco conto, il nostro progetto aveva ben altro respiro».

Poi l’ex sindaco entra più nel dettaglio delle sue perplessità: «Ripeto, è già positivo che si possa almeno partire, visto che la pineta di Torregrande vive una situazione di assoluto degrado. Quel che invece mi lascia perplesso è che un investimento turistico di quella portata avrebbe avuto ulteriori vantaggi se accompagnato dal campo da golf a diciotto buche. Oristano ancora una volta non riesce a imporre la sua centralità geografica e si ritrova esclusa dai circuiti principali di uno sport che fa girare tanti soldi. Mi chiedo che ruolo abbia giocato in questi anni l’amministrazione comunale per sostenere l’investimento nella sua totalità.»

In ogni caso, meglio guardare il bicchiere mezzo pieno, «visto che si parte da una base molto scarsa – prosegue Guido Tendas –. Torregrande non ha ricettività turistica alberghiera e penso che anche questo investimento avrà come primo obiettivo quello della costruzione delle cosiddette seconde case. Bisognerà pensare a un sistema di ricettività che non parta da quella di tipo alberghiero. L’importante è che si vada avanti e oggi possiamo dire che l’ostruzione che trovammo negli anni scorsi, soprattutto dalle associazioni ambientaliste, è comunque stata superata, anche se solo per metà.»

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