Troppi paesi costretti a dividersi i medici di base

I residenti di Seneghe costretti a chiedere aiuto al dottore di Bonarcado Sulis (Ordine Medici): «La Regione non è stata in grado di intervenire per tempo»

SENEGHE. Se la medicina ospedaliera in Provincia si trova in uno stato di grave criticità, accentuato ulteriormente dalla pandemia quella di base non se la passa certo meglio. A mettere ulteriormente in crisi il sistema dei camici bianchi ha concorso anche il pensionamento di molti medici di famiglia, andati via per raggiungimento dei limiti di età. Ma che la loro uscita avrebbe lasciato molte sedi scoperte, era cosa risaputa da tutti, soprattutto dalla politica regionale. «Questo fatto è accaduto per carenza della capacità organizzativa di qualcuno che invece avrebbe dovuto prevenire il problema – spiega Antonio Sulis, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Oristano – un deficit organizzativo che ci ha portato alla situazione in cui ci troviamo adesso». Altro aspetto da tenere in considerazione è la mancanza di medici, e quei pochi disponibili spesso declinano l’assegnazione a qualcuna delle sedi messe a concorso perché non remunerative. Ma non è il caso di Seneghe, circa 1850 residenti, che fino a qualche anno fa di medici di base ne aveva due. Se alla mancanza del medico nel paese si aggiunge anche la presenza a singhiozzo della Guardia Medica, si capiscono bene le proteste dei cittadini, i quali rivendicano il diritto all’assistenza sanitaria. L’emergenza è emersa dopo il pensionamento di Nicolò Colleo, avvenuta a novembre, alla cui uscita non è seguita neppure l’assegnazione provvisoria di un altro medico. Così, da un giorno all’altro, gran parte dei suoi pazienti, circa 800, sono confluiti tra gli assistiti di Annalisa Mele, che però ha l’ambulatorio a Bonarcado. «Da parte mia c’è la disponibilità possibile verso i nuovi pazienti – spiega la dottoressa Mele, che è anche consigliera regionale della Lega – tuttavia, perché la nuova situazione entri in funzione nel miglior modo possibile, occorre che anche i pazienti seneghesi abbiano pazienza».

È però innegabile che i disagi per i cittadini seneghesi, soprattutto per quelli più anziani, sono notevolmente aumentati. Per fare una ricetta devono recarsi a Bonarcado, e non tutti hanno la possibilità di muoversi autonomamente, e per giunta sono costretti a lunghe attese e a file interminabili.

Per limitare i disagi, il medico di Bonarcado ha chiesto, agli organi competenti (Asl e Comune di Seneghe), anche la disponibilità di un locale nel paese, purché idoneo.

Ma, a quanto è dato sapere l’ambulatorio che ospita la guardia medica necessita di qualche intervento, mentre il Comune non disporrebbe di locali idonei allo scopo.

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