La dirigente scolastica: «Accuse false su di me»

Polemica coi genitori sulla quarantena in una classe della scuola dell’infanzia di via Campania

ORISTANO. La scuola è chiusa perché è domenica, ma le porte per lo scontro che sta andando in scena tra genitori di una classe della scuola dell’infanzia di via Campania e genitori rimangono aperte. «Non capisco da dove nasca la lettera che hanno spedito al sindaco. Ho rilevato la positività del bambino, ho verificato dal registro elettronico quando l’alunno è stato presente in aula e, a partire dall’ultimo contatto e come prevede la normativa, ho fatto iniziare la quarantena alla classe». È la risposta netta della dirigente dell’istituto comprensivo di via Bellini, Tiziana Laconi.

Tirata in ballo dai genitori degli alunni di una sezione della scuola dell’infanzia, che la accusano di aver posticipato la data dell’ultimo contatto avuto dai compagnetti con il bimbo positivo, allungando così il periodo in cui anche gli altri bambini dovranno stare a casa in quarantena, replica con fermezza: «Quelle accuse nei miei confronti sono false», afferma dopo aver appreso dall’articolo pubblicato ieri sulla Nuova, che i genitori, con una lettera aperta, si sono rivolti al sindaco chiedendo al primo cittadino, in quanto autorità sanitaria massima all’interno del Comune, di intervenire per far modificare la sua decisione.

I genitori contestano l’interpretazione della norma da parte della dirigente, interpretazione che nella lettera definiscono «libera e assurda». Secondo i firmatari, infatti, «anziché far partire i dieci giorni dall’ultimo contatto col bimbo positivo, avvenuto il 17 gennaio come fa fede il registro elettronico, la dirigenza dell’istituto comprensivo sembrerebbe intenzionata a far scattare la quarantena dal giorno della comunicazione del caso di positività. Ossia il 21 gennaio». I genitori proseguono: «Leveranno, senza alcun motivo, quattro giorni di scuola ai nostri figli». Ritengono che la modalità di applicazione della quarantena possa aver conseguenze psicologiche e sociali negative sui bambini.

«Sono perplessa e amareggiata – replica la dirigente –. In questa situazione a dir poco complessa, stiamo lavorando duramente con un solo obiettivo: far frequentare la scuola ai bambini in totale sicurezza. Nessun genitore, nonostante tutti sappiano che sono sempre disponibile, mi ha chiesto chiarimenti, a parte uno. Dopo avergli spiegato la situazione ci siamo lasciati in maniera cordiale, come sempre avviene. Li convocherò, ma non capisco chi si possa lamentare del mio operato e perché».

Nella lettera inviata al sindaco, i genitori si appellano alle disposizioni che non sarebbero applicate in maniera omogenea per tutti gli istituti: «Le disposizioni comunali sono differenti, poiché in casi analoghi verificatosi nei nidi comunali sono stati considerati i dieci giorni di chiusura scuola e quarantena a partire dall’ultimo contatto».

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