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cronaca

Primo incontro in prefettura, ora serve il progetto del Comune

ORISTANO. Avessero la sfera di cristallo, sarebbe stato tutto diverso. Al momento, però, l’imprevedibilità della crisi sanitaria impone la massima prudenza e soprattutto fa viaggiare tutti nell’incert...


01 febbraio 2022 di Enrico Carta


ORISTANO. Avessero la sfera di cristallo, sarebbe stato tutto diverso. Al momento, però, l’imprevedibilità della crisi sanitaria impone la massima prudenza e soprattutto fa viaggiare tutti nell’incertezza. Così, l’incontro di ieri sera in prefettura, non ha sciolto i dubbi. I dilemmi della Sartiglia 2022, persino quello se si possa svolgere o meno, sono ancora tutti sul tavolo e a poco vale la massima disponibilità mostrata dal prefetto Fabrizio Stelo. Nemmeno lui conosce quel che succederà in ambito sanitario né quali norme, tra pochi giorni, il Governo potrebbe varare, motivo per cui, al momento, non può fare di più se non offrire sostegno a chi la Sartiglia vorrebbe che si facesse. Ha fatto gli onori di casa all’incontro a cui hanno partecipato il questore Giuseppe Giardina, il sindaco Andrea Lutzu – è stato il Comune a chiedere il vertice –, il vice Massimiliano Sanna, il presidente dell’Istituzione Sartiglia nella Fondazione Oristano, Luigi Cozzoli, i presidenti dei gremi, Michele Pinna e Antonello Addari, il presidente dell’Associazione cavalieri, Ignazio Nonnis col suo vice Giuseppe Frau.

Il Comune ha messo sul tavolo la propria proposta ovvero quella palesata sabato scorso di far svolgere la vestizione del componidori, la sfilata del corteo mascherato dei cavalieri e l’incrocio delle spade. Il prefetto, che comunque non è colui che autorizza la manifestazione ma può solo dare degli indirizzi, che poi devono essere valutati dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha preso atto delle volontà dell’amministrazione e degli altri soggetti che organizzano la Sartiglia. Poi, ha chiesto che tutto ciò venga trasformato in un progetto che preveda, passo dopo passo, tutte le indicazioni su come si vuol garantire la sicurezza – in primis quella sanitaria – all’interno della proposta che il Comune è intenzionato a fare.

Al momento la norma nazionale vieta le manifestazioni che possano creare assembramenti, ma magari la situazione potrebbe andare per il meglio nelle prossime settimane. Ci vorrebbe per l’appunto la sfera di cristallo che nessuno possiede e così si deve immaginare qualcosa di fattibile sulla base della situazione attuale. Si aspetta proprio il progetto che delinei il programma della giostra prima di sedersi di nuovo attorno allo stesso tavolo e iniziare a fare le valutazioni. Quel che è certo è che bisogna correre: al 27 febbraio non manca poi tanto.

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