La Nuova Sardegna

Oristano

Pedofilo condannato a 22 anni e 4 mesi

di Enrico Carta
Pedofilo condannato a 22 anni e 4 mesi

Un 54enne di un paese della provincia adescò e violentò due bambine e un’adolescente: le vittime avevano 9, 12 e 14 anni

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ORISTANO. Non c’erano dubbi che l’imputato fosse colpevole degli abusi sessuali su due bambine e una ragazzina. L’unico punto interrogativo riguardava l’entità della pena e la giudice per le udienze preliminari, Federica Fulgheri, è andata anche oltre le richieste del pubblico ministero Valerio Bagattini. Quest’ultimo aveva sollecitato vent’anni, invece l’artigiano che risiede in un paese della provincia – non diamo alcun riferimento per evitare che ci possa essere un’identificazione delle vittime – e che, da maggio 2020, è in carcere, dovrà scontare ventidue anni e quattro mesi. Alla fine, è stata solo una questione di calcoli. Matematica del diritto, in base alla quale, sommate e sottratte aggravanti e attenuanti e valutato il tipo di abuso sessuale da contestare, si è arrivati a stabilire la condanna.

Verrebbe da dire che è un mero lavoro numerico, se non fosse che, dietro il processo, c’è una storia di violenza sessuale che ha travolto tre minorenni. Esplose nei momenti conclusivi del lockdown del 2020, quando, dopo aver raccolto elementi di prova sufficienti, gli agenti della Squadra mobile della questura entrarono in azione. C’era da mettere fine al più presto a un dramma che le bambine stavano vivendo e si passò all’azione. Ci fu giusto il tempo di avere, tramite intercettazioni ambientali e telefoniche, il riscontro alla segnalazione fatta da una vicina di casa, prima di intervenire.

Sposato e padre di due figli, il 54enne, aveva nella propria disponibilità una casa che gli era stata affidata in custodia dai proprietari che però non vi risiedevano se non d’estate. Era il luogo in cui, dopo averle precedentemente adescate approfittando della conoscenza e del rapporto che aveva con loro e con le loro famiglie, portava le due bambine di 12 e 9 anni. L vicina di casa si insospettì nel vederlo entrare ripetutamente in quella casa con loro, ancor più perché quello era il periodo in cui, per via del lockdown, le strade erano pressoché deserte. Scattò allora una foto che poi fece avere alla polizia. Fu il primo passo per avviare accertamenti ancora più stringenti che squarciarono il velo che sino a quel momento aveva celato abusi difficile da credere. Non c’era tempo da perdere e l’arresto fu quasi immediato. Successivamente, ulteriori accertamenti su telefonini e supporti informatici, fornirono un quadro ancora più chiaro di quanto fosse avvenuto e si scoprì che anche un’altra ragazzina di quattordici anni era stata adescata e coinvolta negli abusi. Si sospettò che anche altre fossero finite nella rete abilmente tessuta dal pedofilo, ma non ci furono denunce. Si è così arrivati in aula con i tre casi esaminati nello stesso processo e la condanna.

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