oristano
cronaca

Arborea vuole 87mila euro dalla Provincia

Il Comune reclama l’Imu e la Tasi del 2016 e del 2017 per le strutture del Consorzio Horse Country


07 febbraio 2022 di Davide Pinna


ARBOREA. Prima cercheranno di ricomporre la lite davanti alla commissione tributaria, altrimenti andranno in tribunale. Provincia e Comune di Arborea intanto affilano le armi. L’oggetto della contesa sono poco meno di 90mila euro di arretrati Imu e Tasi delle annualità 2016 e 2017, richiesti dall’amministrazione della cittadina della bonifica alla Provincia.

È una cifra che non si può considerare irrilevante e che si lega a una vicenda, quella del progetto Horse Country, che ha segnato negli scorsi anni uno dei fallimenti più grandi della politica oristanese. Per capire bene la questione, bisogna fare una premessa: il progetto Horse Country è una cosa separata dall’ex Ala Birdi, lo storico resort che ha poi cambiato nome proprio in Horse Country. Il primo era un consorzio, formato da Provincia, vari comuni e dalla società che gestisce l’ex Ala Birdi, che puntava a realizzare una rete oristanese del turismo equestre. Il consorzio si sciolse nel 2016, dopo un investimento da 18 miliardi di lire nato sul finire degli anni Novanta del secolo scorso, che ha lasciato in vari comuni della provincia un’eredità fatta di opere incompiute o inutilizzate.

Di questo programma così ambizioso, le uniche opere davvero in funzione sono proprio quelle realizzate dalla Provincia sulla strada 24 Ovest subito prima dell’ex Ala Birdi e concesse per trent’anni alla società nel 2007. Proprio su questi lotti si è accesa la vertenza fra i due enti locali. Tra dicembre e gennaio, il Comune ha infatti inviato alla Provincia quattro avvisi di accertamento, legati appunto agli arretrati dell’Imu e della Tasi per il 2016 e il 2017, per un conto che, con le more e gli interessi, raggiunge 87mila euro circa.

«Per i primi cinque anni, sino al 2012, non sono mai arrivate richieste di pagamento – spiega l’amministratore straordinario della Provincia Massimo Torrente, insediatosi nel 2016 –. In base alla convenzione fra la Provincia e la società, le spese di questo tipo sono a carico di quest’ultima, mentre la legge prevede che siano a carico del proprietario per il 90 per cento. Questo rapporto civilistico, però, non interessa il Comune che si è rivolto a noi per ottenere quanto ritiene gli spetti. Noi, in ogni caso, siamo convinti che il tributo non sia dovuto, in base a una legge che esclude gli immobili dotati di una funzione istituzionale. È questo uno di quei casi, vista la natura del progetto e visto quanto accaduto sino al 2012. È per questo che ci opporremo all’avviso di accertamento».

Massimo Torrente, comunque, non esclude che la lunga vicenda legata al consorzio Horse Country possa concludersi in modo positivo: «La Provincia, ormai, non ha più competenze sul settore turistico. Per questo stiamo lavorando per trasferire la proprietà del complesso al Comune».

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