La Nuova Sardegna

Oristano

Medici al Pronto Soccorso da oggi equilibrio precario

di Michela Cuccu
Medici al Pronto Soccorso da oggi equilibrio precario

La scelta della Asl non piace al comitato e all’Ordine professionale provinciale Il direttore generale Serusi garantisce che i medici in affitto saranno provvisori

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ORISTANO. Il Pronto soccorso del San Martino ha riaperto, anche senza i “suoi” medici ora tutti in malattia o infortunio. Ad assicurare i turni, oltre ai cosiddetti medici in affitto, ci saranno altri specialisti dell’ospedale che hanno dato la loro disponibilità. Ieri si è iniziato con un cardiologo, nei prossimi giorni potrebbe toccare a un chirurgo o un internista, assicurare l’assistenza per i codici gialli e rossi ma anche per i pazienti positivi al covid “parcheggiati” nell’area di osservazione breve. Ieri sera, pazienti positivi sono stati trasferiti all’area covid del reparto di Medicina, mentre altri sei, più gravi, sono rimasti nell’Obi in attesa di trovar posto in un reparto di rianimazione degli altri ospedali isolani. Una decisione draconiana (al San Martino già adottata nel passato), quella del direttore generale della Asl, Giovanni Maria Serusi che per non bloccare il Pronto soccorso, ieri mattina, dopo aver incontrato i direttori dei reparti del nosocomio, ha incassato la loro collaborazione a far turnare, quando possibile, i propri specialisti nel Pronto soccorso che in pochi mesi, ha visto dimezzare il suo organico. La pandemia ha fatto il resto, dato che alcuni dei pochi “superstiti” (ma anche infermieri e oss) in questi giorni sono stati contagiati dal covid. «Non sappiamo quanto durerà l’emergenza, stiamo facendo il possibile per reperire altri specialisti, cosa non facile» dice Serusi che spiega come comunque alcuni dei medici “in affitto”: «hanno regolare autorizzazione ad occuparsi dei codici gialli e rossi». Argomento, questo, fortemente contestato dal Comitato per il diritto alla salute: «Consideriamo il ricorso esclusivo ai medici in affitto per la copertura dei turni del Pronto soccorso di Oristano, illegittimo e pericoloso perché espone a seri rischi i pazienti che arrivano al presidio specie in codice rosso o giallo», si legge in una nota «Si tratta di professionisti che non possono far valere la specializzazione in medicina di urgenza e emergenza, indispensabile per poter operare in un pronto soccorso, e per questo impiegati finora per assistere unicamente i codici bianchi e verdi».

Durissimo anche il giudizio dell’Ordine provinciale dei Medici: «a due anni dalla comparsa del covid19, è imperdonabile, ci si ritrovi oggi col Pronto soccorso del San Martino occupato da pazienti covid, alcuni dei quali in condizioni gravissime, con gran parte del personale operativo contagiato e quindi posto fuori servizio dai turni di lavoro – scrivono in una nota – I medici e gli altri operatori sanitari hanno pagato e stanno continuando a pagare con enorme sacrificio le deficienze organizzative».

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