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cronaca

Interventi sullo stagno di Santa Giusta

Quattrocentomila euro di fondi europei, per bonifiche e ripristini ambientali


17 febbraio 2022


SANTA GIUSTA. È il terzo stagno più grande della Sardegna, inserito in un sistema di zone umide che va da Marceddì sino alla foce del Tirso.

Ora lo Stagno di Santa Giusta si ritrova al centro di un progetto definitivo da 400 mila euro, che punta a ripristinare gli equilibri ambientali andati perduti nel corso degli ultimi decenni.

L'ente capofila del progetto, finanziato con la programmazione europea 2014-2020, è il Comune di Santa Giusta, nel cui territorio ricade la gran parte dello stagno. Nel ruolo di partner, il Comune di Oristano, proprietario della sponda settentrionale dello stagno, retrostante la zona industriale. Aree marginali, visitate dagli incivili che vogliono gettare i rifiuti in campagna più spesso di quanto facciano i fotografi e gli appassionati di bird-watching. Zone dove l'ecosistema fa i conti con la forte presenza antropica, con punti critici come il porto, la zona industriale o la strada che da Santa Giusta conduce sino ad Arborea. Dopo l'approvazione il 13 gennaio del progetto da parte della giunta di Santa Giusta guidata da Andrea Casu, la scorsa settimana è arrivato il via libera anche di quella oristanese e ora si attende il passaggio al livello esecutivo e la gara d'appalto per lo svolgimento dei lavori. Si interverrà per ripristinare gli elementi naturali in una zona di circa 11 ettari, separata dal bacino idrico principale dalla provinciale 49: a beneficiarne sarà soprattutto la piccola testuggine palustre, che in questa zona trova il suo habitat.

Gli interventi di ripristino della naturalità riguarderanno anche l'area retrostante la zona industriale di Oristano, con particolare attenzione alla bonifica delle discariche abusive, e quella di Is Partixeddas, la zona di Santa Giusta dove sussistono i campi coltivati dai cittadini in base agli antichi diritti di uso civico. Qui, in particolare, si interverrà con la riduzione dei canneti e il ripristino della vegetazione autoctona, riducendo anche il rischio di incendi. Sarà ricostruita anche la passerella in legno vicino al campo sportivo. Tempi di realizzazione brevi.

Davide Pinna

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