Borseggiatrici “pentite” ma col trucco: denunciate
Rubavano le borse e poi le restituivano alle sfortunate vittime, ma alleggerite Loro e i complici tradite dalle telecamere di sorveglianza, e scoperte dalla Mobile
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ORISTANO. Puntavano le loro prede, e poi con calma aspettavano il momento migliore per rubare le borse.
Un gesto da magico, ma di una magia criminale. Tre ragazze slave, residenti in toscana, in provincia di Pistoia, ma da tempo presenti in città, sono state denunciate dalla Squadra Mobile della Questura di Oristano che insieme ai colleghi delle Volanti hanno ricostruito e smontato un sistema ingegnoso e allo stesso tempo stupido.
Le tre slave infatti, dopo aver rubato le borsette, le alleggerivano dei contenuti, e poi le consegnavano a dei loro complici che dicevano di averle ritrovate in un altro negozio o market, e che “gentilmente” le riconsegnavano alle proprietarie, prive naturalmente di soldi. La stupidità del metodo consisteva nel fatto che le slave non si erano accorte che i sistemi di sorveglianza dei luoghi dove effettuavano i colpi erano molto più sofisticati di quanto credessero, riuscendo a immortalare tutte le fasi dei colpi: l’appostamento, il prelievo, la consegna al complice, sino alla riconsegna da pare del complice della borsetta.
Per gli investigatori della Mobile e degi operatori delle Volanti è stato facile ricostruire tutti i movimenti del gruppo, identificarli, anche perchè alcuni di questi stazionavano in aree vicine alla Questura e denunciarle. Due gli episodi contestati. Nel primo caso sono stati gli operatori di una Volante che, dopo una rapida attività di indagine, hanno identificato l’autrice del furto e dopo averla individuata in giro per la città, la hanno perquisita e recuperato la refurtiva , circa 450 euro, subito restituiti alla legittima proprietaria.
Nel secondo caso invece le due autrici del furto sono state identificate dalla Squadra Mobile grazie alle immagini registrate dalle telecamere di una attività commerciale cittadina che le ha immortalate mentre, con destrezza, sfilavano la borsa dal carrello di una ignara cliente.
Infine, la squadra Volanti della Questura ha deferito all’autorità giudiziaria, con la contestazione di furto Aggravato e possesso di oggetti atti ad offendere, tre giovani non ancora maggiorenni residenti a Ghilarza tra i quali una ragazza, in quanto responsabili del furto di alcuni capi di abbigliamento firmati da due diverse note attività commerciali. Addosso al terzetto coltellini e rompi-tacchette.
Anche in questo caso la pronta segnalazione dei loro movimenti sospetti e l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, sono state fondamentali per il buon esito dell’indagine.
Un gesto da magico, ma di una magia criminale. Tre ragazze slave, residenti in toscana, in provincia di Pistoia, ma da tempo presenti in città, sono state denunciate dalla Squadra Mobile della Questura di Oristano che insieme ai colleghi delle Volanti hanno ricostruito e smontato un sistema ingegnoso e allo stesso tempo stupido.
Le tre slave infatti, dopo aver rubato le borsette, le alleggerivano dei contenuti, e poi le consegnavano a dei loro complici che dicevano di averle ritrovate in un altro negozio o market, e che “gentilmente” le riconsegnavano alle proprietarie, prive naturalmente di soldi. La stupidità del metodo consisteva nel fatto che le slave non si erano accorte che i sistemi di sorveglianza dei luoghi dove effettuavano i colpi erano molto più sofisticati di quanto credessero, riuscendo a immortalare tutte le fasi dei colpi: l’appostamento, il prelievo, la consegna al complice, sino alla riconsegna da pare del complice della borsetta.
Per gli investigatori della Mobile e degi operatori delle Volanti è stato facile ricostruire tutti i movimenti del gruppo, identificarli, anche perchè alcuni di questi stazionavano in aree vicine alla Questura e denunciarle. Due gli episodi contestati. Nel primo caso sono stati gli operatori di una Volante che, dopo una rapida attività di indagine, hanno identificato l’autrice del furto e dopo averla individuata in giro per la città, la hanno perquisita e recuperato la refurtiva , circa 450 euro, subito restituiti alla legittima proprietaria.
Nel secondo caso invece le due autrici del furto sono state identificate dalla Squadra Mobile grazie alle immagini registrate dalle telecamere di una attività commerciale cittadina che le ha immortalate mentre, con destrezza, sfilavano la borsa dal carrello di una ignara cliente.
Infine, la squadra Volanti della Questura ha deferito all’autorità giudiziaria, con la contestazione di furto Aggravato e possesso di oggetti atti ad offendere, tre giovani non ancora maggiorenni residenti a Ghilarza tra i quali una ragazza, in quanto responsabili del furto di alcuni capi di abbigliamento firmati da due diverse note attività commerciali. Addosso al terzetto coltellini e rompi-tacchette.
Anche in questo caso la pronta segnalazione dei loro movimenti sospetti e l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, sono state fondamentali per il buon esito dell’indagine.
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