«Riconoscimento Unesco per l’area dell’ossidiana»
di Michela Cuccu
Pau la sindaca Alessia Valente spera nel sostegno diplomatico della Regione Le officine preistoriche e il museo del piccolo paese sono un unicum europeo
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PAU. Il Comune chiederà all’Unesco il riconoscimento e la tutela delle officine dell’ossidiana. La notizia è emersa ieri nel corso di un incontro tenuto al Comune con l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis. «È un processo appena avviato: stiamo infatti facendo eseguire la ricognizione delle officine preistoriche: solo quando sarà completata questa fase potremo avviare la richiesta all’Unesco che per noi è fondamentale», spiega la sindaca, Alessia Valente. Il Monte Arci, soprattutto sul versante di Pau, ha infatti un patrimonio inestimabile fatto di aree tappezzate di schegge di ossidiana, risultato della lavorazione del minerale che nel Neolitico era utilizzata per la realizzazione di utensili. Sulla montagna di Pau, dunque, immerse nei boschi, ci sono vere e proprie discariche industriali preistoriche, che risalgono al VI secolo avanti Cristo. Fino a qualche anno fa, in realtà, l’Unesco aveva riconosciuto i siti erano stati inseriti all’interno del Parco Geominerario. Tutela cessata nel 2019, quando l’Unesco decise di “scaricare” il geoparco giudicando i sistemi gestionali non in linea con le raccomandazioni dell’Unesco Global Geoparks. Una vera e propria tegola per i responsabili del parco e le comunità interessate che puntavano nella nascita del più grande geoparco d’Europa, esteo per 3500 chilometri e 81 Comuni, tra cui appunto, Pau. Tuttavia, l’amministrazione del minuscolo centro dell’Alta Marmilla, dove ha sede anche uno degli unici due musei al modo dedicati all’Ossidiana (l’altro è in Giappone) non si è arresa e ora, ne chiederà nuovamente la tutela. «Quei siti rappresentano un museo a cielo aperto: la loro tutela e valorizzazione è indispensabile», spiega ancora la sindaca, che aggiunge: «Contiamo molto sul supporto della Regione. Da tempo abbiamo avviato un confronto su questo tema con l’assessore Lampis, ma anche attraverso il consigliere regionale Emanuele Cera che ci ha dato una grossa mano, la questione è all’attenzione dell’amministrazione regionale». La riunione di ieri, alla quale ha partecipato il direttore generale dell’Agenzia Forestas, Maurizio Mallocci, aveva anche lo scopo di suggellare una maggior collaborazione sul governo del patrimonio ambientale tra l’amministrazione locale e Forestas, alla quale il Comune ha affidato la gestione di una vasta area di territorio boscato.
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