oristano
cronaca

La polizia trova un tesoro di marijuana

Era nascosto sottoterra e c’è voluta una ruspa per estrarre le due cisterne con 250 chili di droga. Arrestato un allevatore


09 marzo 2022 di Enrico Carta


MASULLAS. C’è stato bisogno di una ruspa per trovare il tesoro. Non avevano mappe, ma gli agenti della Squadra mobile della questura hanno avuto intuito e fiuto, il primo è il loro, il secondo è quello del cane che li accompagnava. Nella cassa, ci sarebbero dovute essere armi e non oro e monili, perché i poliziotti sono andati a rovistare non nell’isola dei pirati, ma in un terreno lungo la strada che unisce Masullas a Simala. La pista era giusta, ma il forziere non conteneva armi, bensì 250 chili di marijuana lavorata e pronta per la vendita.

Se assai difficile è stata la ricerca, una volta che questa ha avuto successo, è stato molto meno complicato arrestare Tonino Goria, allevatore di 56 anni originario di Fonni. Era nel mirino degli agenti che, dopo settimane di indagine, erano convinti di trovare proprio delle armi nel suo terreno. Coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu, qualche giorno fa, hanno effettuato il blitz che si è rivelato più complicato del previsto. Hanno perquisito la casa e l’ovile, hanno guardato nei campi, ma delle armi non c’era traccia. A quel punto, però, uno dei cani ha avvertito un odore sospetto. Si è diretto verso una rotoballa di fieno, non certo a caso.

Da questa pendeva un piccolo ramo di una pianta di cannabis. Escludendo che potesse averlo portato il vento, i poliziotti hanno iniziato a controllare in maniera ancora più attenta l’intera tenuta. Sembrava tutto normale, fino a quando uno di loro ha notato un pezzo di corda che usciva dal terreno. Non era un germoglio della fune che si affaccia al primo sole della primavera, era invece la X che nelle mappe indica il punto in cui è nascosto il tesoro. Gli agenti hanno iniziato a smuovere il terreno e si sono accorti che sotto era stato nascosto un recipiente. Non si aspettavano però che potesse avere dimensioni così grandi come quelle con cui hanno dovuto fare ben presto i conti.

Non riuscendo a estrarlo dal terreno, anche per via del peso oltre che dell’ingombro, hanno dovuto chiedere aiuto a un escavatorista. Arrivato con la ruspa nella tenuta, ha iniziato a scavare sino a che le due cisterne, capaci di contenere sino a duemila litri d’acqua, ma piene di marijuana, non sono venute alla luce. A dire il vero, un po’ di acqua era anche penetrata all’interno e aveva rovinato una parte dello stupefacente. A proposito della droga, la campionatura effettuata, ha rilevato un altissimo grado di principio attivo: la media è del 22%, ma in alcune infiorescenze si è registrato un picco del 25%. A suo modo un primato, così come quello che vede la provincia di Oristano, con due tonnellate di sequestri effettuati in pochi mesi, al vertice delle coltivazioni illegali di cannabis. Intanto l’allevatore Tonino Goria è in carcere da qualche giorno.

Sae Sardegna SpA – sede legale Zona industriale Predda Niedda strada 31 , 07100 Sassari, - Capitale sociale Euro 6.000.000 – R.E.A. SS – 213461 – Registro Imprese di Sassari 02328540683 – CF e Partita IVA 02328540683


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.