Insieme a Dante per vedere le stelle
I detenuti di Massama protagonisti di un progetto di lettura della Commedia
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ORISTANO. «Con gli occhi chiusi mi sono sentito davvero fuori». Ha detto così uno degli studenti della casa circondariale di Massama mentre raccontava le sue sensazioni sul percorso teatrale a cura del Cpia 4 Oristano e dell’Associazione culturale Micro Fratture Teatro di Monica Serra il cui ultimo incontro si è tenuto il 7 marzo. “Teatro e espressione di Sé: dentro e fuori”, un laboratorio di pratica teatrale incentrato sull’uso espressivo della voce alta e della corporalità, grazie a cui i detenuti hanno potuto conoscere, condividere, riscoprire e dare voce ad alcuni passi tratti dalla Divina Commedia di Dante. «Il percorso di teatrale ha l’obiettivo quello di analizzare la parola scritta, manipolando i testi letterari, attraverso l'apprendimento di alcune tecniche sulla vocalità e l'interpretazione del testo – hanno raccontato gli organizzatori – ogni parola ha un’anima, un suono e un contenuto che chi parla deve sentire. Il corpo umano, di cui conosciamo solo l'esterno, è un continuo richiamo ad un profondo dentro: il respiro si svela all'esterno in tutta la sua profondità con le sfumature del suono della voce, attraverso le quali prendono forma le nostre emozioni, i nostri sentimenti e i pensieri. La parola scritta è di per sé parola morta: sta al lettore rianimarla, portarla a nuova vita attraverso il suo respiro, il colore della sua voce e soprattutto la condivisione con gli altri. La lettura a voce alta, abbinata all’uso del corpo, è un mezzo incredibilmente valido per accrescere le capacità espressive individuali nell'atto del comunicare; consente di comprendere maggiormente il sentimento che muove la penna dell'autore e di scoprire in profondità gli stati d’animo, i pensieri, i ritmi e gli equilibri della parola scritta». Un percorso intenso che ha entusiasmato gli studenti della casa circondariale arricchendo il loro bagaglio culturale. «Dopo pochi momenti ci siamo subito sentiti a nostro agio, soprattutto quando abbiamo chiuso gli occhi: per un attimo siamo andati fuori da queste mura», ha detto uno degli studenti del percorso teatrale iniziato a dicembre scorso dopo uno degli incontri. Un suo compagno ha affermato che «è stata bellissima la sensazione di sicurezza trasmessaci».
Gli studenti, alcuni giovani, altri in età avanzata, non tutti sardi, sono rimasti entusiasti dell’iniziativa, e del valore terapeutico del teatro. Anche e soprattutto nei luoghi di detenzione.
Roberta Fois
Gli studenti, alcuni giovani, altri in età avanzata, non tutti sardi, sono rimasti entusiasti dell’iniziativa, e del valore terapeutico del teatro. Anche e soprattutto nei luoghi di detenzione.
Roberta Fois
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