La Nuova Sardegna

Oristano

Nessuno sconto per Christian Fodde

di Enrico Carta
Nessuno sconto per Christian Fodde

La Cassazione conferma l’ergastolo per l’autore materiale dell’omicidio di Manuel Careddu. Trent’anni per Riccardo Carta

2 MINUTI DI LETTURA





GHILARZA. Mancava solo l’ultimo tassello. È arrivato ieri con la comunicazione di quel che i giudici della Prima sezione della Corte di Cassazione avevano deciso già nella giornata precedente. Per i ghilarzesi Christian Fodde, 23 anni, e Riccardo Carta, 26 anni, la condanna è definitiva. La pena per l’omicidio del diciottenne di Macomer, Manuel Careddu, non cambia. Il primo sconterà l’ergastolo, il secondo ha davanti a sé trent’anni di carcere.

È la sentenza che chiude il caso iniziato la sera dell’11 settembre 2018, quando Manuel Careddu, di rientro da una trasferta a Cagliari, scende dal pullman nel parcheggio davanti alla stazione ferroviaria di Abbasanta. In quel momento, la sua fine è già segnata. La mattina si era presentato a casa della diciassettenne Giada Campus per reclamare il pagamento di droga che aveva venduto a lei e al suo fidanzato di allora, Christian Fodde. Quest’ultimo non gradisce, preoccupato per le conseguenze che quella sortita a casa della ragazza potesse avere sul loro rapporto sentimentale, e decide di farlo fuori. Pianifica assieme alla ragazza e ad alcuni amici il tranello e poi lo uccide materialmente, colpendolo alla testa a colpi di pala e piccozza.

A partecipare alla spedizione punitiva nel terreno sulle sponde dell’Omodeo, nel territorio comunale di Soddì, oltre i due fidanzati sono il 17enne Cosmin Nita e proprio Riccardo Carta. A Ghilarza rimane invece il quinto del gruppo, Matteo Satta, che custodisce i telefonini di tutti gli altri affinché non lascino tracce del passaggio nel luogo dell’omicidio. Manuel Careddu viene prima sepolto nello stesso terreno, poi il corpo verrà portato in un campo alla periferia di Ghilarza.

L’indagine per scomparsa di persona ha una svolta improvvisa quando una microspia, già presente sull’auto del padre di Christian Fodde per un’altra inchiesta, rivela i dialoghi degli amici e mette gli inquirenti di fronte alla verità. Il resto è storia processuale. I primi a essere condannati sono i due minorenni Giada Campus e Cosmin Nita, che devono scontare sedici anni. Poi arrivano i verdetti per i tre maggiorenni. In primo grado e in appello a Christian Fodde viene comminato l’ergastolo, a Riccardo Carta trent’anni, a Matteo Satta sedici anni e otto mesi. Quest’ultimo rinuncia alla Cassazione, mentre il ricorso viene presentato dagli altri due imputati, difesi dagli avvocati Aurelio Schintu e Angelo Merlini. Chiedono la rivalutazione della pena, attraverso la riconsiderazione delle attenuanti Il ricorso viene però dichiarato inammissibile e le condanne diventano definitive. Ora ci sono solo anni di carcere da scontare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative