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Aiuti straordinari agli allevatori sulla base dei capi posseduti

di Michela Cuccu
Aiuti straordinari agli allevatori sulla base dei capi posseduti

ARBOREA. «I fondi arriveranno dopo la pubblicazione sul Buras della Legge finanziaria. Siamo fiduciosi, confidando ovviamente che la burocrazia con le sue lungaggini non si metta di traverso...

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ARBOREA. «I fondi arriveranno dopo la pubblicazione sul Buras della Legge finanziaria. Siamo fiduciosi, confidando ovviamente che la burocrazia con le sue lungaggini non si metta di traverso dilatando i tempi di erogazione, cosa che gli allevatori, certo, non possono permettersi». Remigio Sequi, presidente della 3A, la cooperativa che da sola trasforma il 94 per cento del latte bovino prodotto in Sardegna, ha tirato un sospiro di sollievo quando, due settimane fa, il Consiglio regionale ha approvato la legge di stabilità. L’Aula ha accolto le richieste di aiuto del comparto agro zootecnico e dei 40 milioni di euro stanziati in favore degli allevatori sardi, 17 e mezzo sono per il comparto bovino. Di questi, 9 milioni e 840 mila per i bovini da latte, 8 milioni sono invece per i bovini da carne. Fondi che dovrebbero permettere alle quasi 200 aziende che formano l’ossatura del “Sistema Arborea” di affrontare una delle più pesanti crisi dal secondo dopoguerra. L’aumento del prezzo dei mangimi, del gasolio agricolo e dell’energia stanno mettendo a dura prova le aziende che spendono sempre di più per produrre ma vedono sottopagati i loro prodotti. «Agli allevatori paghiamo il latte 34 centesimi al litro: non bastano nemmeno a coprire le spese» dice Sequi che spiega come l’aumento vertiginoso del costo dei trasporti rischia di dare il colpo di grazia al comparto. «Negli ultimi tempi, a causa del conflitto russo-ucraino la situazione è persino peggiorata a causa della difficoltà di reperimento dei mangimi – spiega Sequi –. Le nostre aziende sono già fortemente indebitate e chi può, ora per andare avanti sta attingendo ai risparmi. In queste condizioni non è difficile immaginare che non si potrà tirare troppo per le lunghe». Insomma, il destino del “sistema Arborea” fatto di 120 aziende che in totale allevano 96 mila capi, è in buona parte legato agli interventi regionali. Aiuti straordinari che potrebbero essere erogati a ciascuna azienda in base al numero di capi allevati:al momento solo un’ipotesi che però gli allevatori vedono positivamente perché permetterebbe una distribuzione precisa e rapida delle risorse. «Fortunatamente il settore della trasformazione regge bene – aggiunge Sequi – la 3A non registra cali nelle vendite dei prodotti. Alcuni come lo yogurt sono stati di recente premiati. Anche se abbiamo dovuto aumentare un po’ i prezzi, insomma, il mercato c’è. Ma dobbiamo stare in guardia. Perciò dico che siamo fiduciosi ma pronti a nuove proteste, se sarà necessario».

La necessità di accelerare l’erogazione dei fondi viene sollecitata anche dai consiglieri regionali Emanuele Cera e Giuseppe Talanas. In una nota, inviata al presidente della Giunta, Christian Solinas e all’assessora all’Agricoltrura, Gabriella Murgia, chiedono infatti: «un immediato sforzo operativo attuativo dell’assessorato dell’Agricoltura, per essere immediatamente e tempestivamente conseguenti, viste le enormi difficoltà in essere dovute a fattori esogeni al comparto, mettendo a disposizione delle aziende zootecniche tutte le misure approvate dal Consiglio regionale». Nella nota,che chiede l'apertura di un tavolo di confronto tra l’assessorato all’Agricoltura, la V Commissione del Consiglio regionale, le Agenzia regionali per l’Agricoltura e le rappresentanze economico e produttive del comparto zootecnico, si chiedono interventi anche per le aziende cerealicole e dell’ortofrutta.

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